Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1942
>
pagina
<
632
>
632 Francesco Zerella
di questo ultimo trovava sempre il suo forte ostacolo nella Segreteria che era diventata lo strumento esclusivo di ogni decisione. Le proposte ministeriali non avevano il loro naturale sviluppo, perchè neutralizzate e spesso annullate. La causa vera di tanta inferiorità risiedeva nello stesso Ministero, composto, come sappiamo, di uomini illustri per fer< mezza, onestà e programma politico, privi però di un requisito importante che in determinati momenti salva la forma ed il principio programmatico; eioè di accorgimento pratico e di abile manovra.
Il Ministero dunque a dir breve, volendo fare il bene fu cagione innocente di tutto il male clic non volle, poiché, per lo sue persone di note tendenze aumentava il sospetto dei suoi avversari politici, i quali dallo stato di sicurezza passando in quello di lotta, col potere nelle mani, cagionavano delle violente reazioni contro le idee e i fatti e l'indirizzo politico fin allora seguito. ')
Il Ministero voleva agire troppo apertamente e con intenzioni di* verse, anzi opposte a quelle del partito che aveva operato ed operava la rivoluzione e che produceva in tutti entusiasmo, speranza ed audacia.
Questo nuovo stato d'animo doveva essere preso in considerazione notevole per la scelta dei mezzi più efficaci e più adatti al particolare momento. Ma alla mancanza di una esatta valutazione politica si univa anche quella del modus vivendi e quindi, incomprensibilità, sospetti ed accuse reciproche. Il dualismo appariva dunque evidente e la lotta non poteva mancare. La vittoria doveva essere certamente del più forte e tra la Segreteria potente ed il Ministero, limitato nelle funzioni e nella sua sfera di azione, era chiaro che la sconfìtta spettava a quest'ultimo. O cedere o cadere. La prima soluzione non poteva essere accolta da quegli uomini animati da fermezza programmatica i quali avevano accettata la lotta aperta nella speranza di superare l'avversario. Documenti di tale lotta erano le tre petizioni presentate al Dittatore in tre diversi ma simili momenti politici dalle quali si può rilevare la franchezza e la notevole lealtà di tutto il Ministero.
Nella prima petizione in data del 10 settembre, ponendo in evidenza i soprusi e gli abusi dei governatori istituiti nelle provincie con poteri illimitati, il Ministero suggeriva ce istruzioni per frenare questo arbitrio senza che nessuno avesse preso cura di una sanzione. Da aggiungere che
mentre altrove i ministri sottoscrivono gli itti che essi propongono, in Napoli solamente i decreti dittatoriali escono senza portare alcun segno che distingua quelli i quali furono realmente proposti dal Ministero.2)
') G. LAZZARO, LO posizione internai opuscolo edito dallo Stabilimento tip. dei Classici italiani, Napoli, 1860, p. 7.
2) // Nazionale del 4 ottobre, a. 46.