Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <637>
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 637
al Dittatore come il suo consigliere infedele, capace di pervertire l'an­damento delle sue decisioni, il Bertani lasciava Napoli il 30 settembre e si recava a Torino ove, partecipando alle sedute parlamentari dei primi di ottobre, affermava la necessaria composizione dei dissidi, motivo fondamentale per un fecondo avvenire nazionale.
Messo in cattiva luce al cospetto del Dittatore il 26 settembre Bertani stanco della lotta offrì formalmente la sua dimissione. Gari­baldi volle clie egli rimanesse, e cosi quel giorno Bertani non insistette. *) Le dimissioni presentate anche il giorno dopo neppure venivano accolte e dopo lunga insistenza il Bertani veniva sostituito dal Crispi ed il motivo di tanto discredito veniva spiegato da lui stesso in una sua let­tera al Cattaneo : i/accusa è che io falsai Garibaldi e che mi voltò l'occhio.
In realtà il Bertani che aveva operato con rettitudine di coscienza e con profondo senso di patriottismo spesso si lasciava dominare dalla presunzione e dalle animosità imprudenti. Credendo sempre di agire bene decideva a suo modo senza accogliere suggerimenti giovevoli e consigli di prudente amministrazione. À causa di questo suo irascibile tempera­mento avvenne, com'era inevitabile, che la sua azione personale, cervellotica, febbrile nel pieno senso della parola, riuscisse slegata, contraddittoria fra opposte correnti, spiacesse a tutti, guastasse un po' tutto. 1
La nomina del Crispi già conosciuto per il suo programma anti-annessionistico, incontrava poca simpatia a Napoli, dove i disordini amministrativi facevano désirer l'arrivée de l'élément piémontais, moins par sympathie pour lui qu'en haine des menées républicaines qui s'agitent autour du Dictateur et menacent de l'entrainer. 8J
Intanto il problema più delicato che il Crispi doveva affrontare era quello dell'annessione, problema agitato maggiormente durante lo sviluppo delle operazioni militari sul Volturno dal partito moderato.
Garibaldi ne veniva subito informato dal Crispi, il quale dopo un colloquio avuto con il Dittatore a Caserta, ordinava ai governa­tori delle provincie di non permettere per nessun motivo petizioni annessionistiche.
Un ordine del giorno del 27 settembre annunziava che il Quartiere Generale si era stanziato a Caserta, in attesa dei valorosi soldati del­l'esercito del settentrione (che) hanno passato la frontiera e sono sul
1} JESSIE W. MAJUO, Garibaldi od i HUQÌ lampi, Milano, 1907, p. 296. 2) A. Lezio. Garibaldi. Cavour, Verdi, Torino, 1924, p. 199. 0 C MABALDI, op. cit.s p. 185.