Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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638
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038 Francesco '/.errila
territorio napoletano. Attesa, come sappiamo, piena di eventi e di eroismi e che si doveva realizzare soltanto il 26 ottobre con l'incontro del Re e del Dittatore a Cai anello, fra Teano e Calvi e con il saluto di quest'ultimo al Re d'Italia.
H Generale che aveva scelto come suo osservatorio la cima del monte Sant'Angelo, passava tutto il giorno nella ispezione delle posizioni raccomandando ai propri soldati sopratutto l'uso della baionetta in masse compatte ed unite e la cautela di non guerreggiare alla spicciolata come troppo spesso da essi si soleva. *)
Avveniva intanto la battaglia del Volturno il 1 e il 2 ottobre ed il generale Sirtori per attendere alla guerra nazionale veniva sostituito nella carica di prodittatore dai marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio.2)
Con un passato operoso e lineare, sebbene accusato ingiustamente di mazzinianismo, sempre modesto, buono, gentile d'aspetto, severo alcuna volta, fermo nei propositi, amante della giustizia, lontano da ogni eccesso s) veniva invitato a Napoli per difendere con energia indomabile la rivoluzione e la monarchia.
L'invito gli veniva rivolto personalmente da Garibaldi che con lettera in data 11 settembre gli esprimeva il suo desiderio: Mio caro amico, venite. Io e l'Italia abbisognando di voi e senza dilazione perchè urge che io lasci Napoli.
I due uomini si conoscevano da parecchio e tra di loro non era venuta mai a mancare quella corrente di cordiale affettuosità e di scambievole stima. Anzi non poca parte era spettata al Pallavicino nell'acqui-stare il Generale alla causa della monarchia. Ed infatti la lettera di quest'ultimo, datata da Genova il 5 luglio del 1856 ed indirizzata al
i> JSSSXE W. MARIO, op. cii. p. 28<5.
2) Nato in Milano ranno 1796, partecipò alla rivoluzione del 1821 che consigliava a. Carlo Alberto la guerra all'Austria. Il fallimento dell'impresa settaria colpiva anche lui nhe, condannato <a morte, ebbe poi la commutazione della pena in quella di 20 anni di carcere duro da passare nello Spielberg Anni dolorosi e terribili trascorsi tra il carcere di Moravia, Gradisca, Lubiana e Praga. Nel* 1840 ritornava a Milano e nel 1848 riparava in Piemonte* orientandosi verso la monarchia espressione di libertà e la Gasa Savoia, rappresentante della salvezza italiana. II suo programma era quello di fondere il partito repubblicano con quello monarchico, ma i dolorosi e continui esperimenti della democrazia suggerivano la necessita della monarchia dando luogo alla costituzione della famosa Società Nazionale. D'accordo con il Manin, monarchico, il Pallavicino non esitava a dire che la parola unificazione perche sia compresa ed accettata dalle moltitudini deve subito tradursi in un fatto e incarnarsi in un nome, Vittorio Emanuele Re d'Italia.
3) I. GiriBON, H Marchesa Giorgio Pallavicino. Lettera a Biagio Carnuti, in La Sirena strenna del 1861, Napoli, Stamperia del Fibromi, p. 118.