Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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Francesco Zeréìn
mentale, per cui doveva sembrare ostile a tutti. Ma quando le circostanze richiedevano fermezza di proponimenti, egli non temeva né subiva influenza dalla opposizione politica. Lo stesso Dittatore aveva per lui molta stima e grande considerazione e gli riconosceva piena capacità politica ed amministrativa. *)
Egli venuto a Napoli, dopo un importante colloquio avuto con Garibaldi, era ripartito per Torino con l'incarico di ottenere l'approvazione regia per la conquista di Roma. Ritornato a Napoli con la missione fallita, riferiva il pensiero del Governo piemontese intorno alla annessione immediata [ed all'espulsione dei capi responsabili della opposta politica, quali il Mazzini, il Crispi, il Bertani ed il Mordini. La risposta piemontese in termini molto evasivi non offriva nessuna soddisfazione a Garibaldi che aussi continue-t-il à se montrer plus irrite que j a mais contre la politique de ces deux hommes d'Etat.2) (Cavour e Farini). Del resto il problema dell'annessione, che doveva poi essere il punto fondamentale di tutta l'attività svolta dal Pallavicino, lo poneva d'accordo con le direttive cavourriane, sebbene egli non avesse mai condiviso l'atteggiamento subordinato del grande ministro alla poli-, tica egemonica di Napoleone III. Intanto ogni dubbio veniva superato e, dietro suggerimento del Crispi e del Cattaneo, il Pallavicino veniva nominato prodittatore.
Una situazione incresciosa si era determinata sul suolo conquistato di fresco, situazione che non tardava a ripercuotersi lungo tutto il Reame con inevitabili scene sanguinose, e con manifestazioni di indimenticabile ferocia. La storia ha oramai registrato ogni cosa ed i fatti' di Ariano, di Sora, di Avezzano, di Isernia, di Venosa, di Auletta e di tanti altri paesi, dimostravano chiaramente l'attività reazionaria voluta da preti e da uomini del vecchio regime (i cosiddetti signori) e svolta da bande di soldati prosciolti e di briganti e dalla plebe istigata dal fanatismo e dalla superstizione. Così nelle campagne e fra i contadini si annidava la reazione borbonica, con lo scopo di una riscossa e di un ritorno al passato.
Non meno interessante appariva la lotta oramai aperta tra i moderati e i democratici, lotta che non poteva restar priva di forte ripercussione sull'andamento della vita politica interna. I primi, animati dal Cavour, ostacolavano ogni tentativo di organizzazione repubblicana ed autonomistica, procurando in tutti i modi l'isolamento di Garibaldi;
*) G* GARIBALDI, / Millo, p. 255. 2) C. MABALDZ, op. c.-, p. 184.