Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <643>
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I La dittatura di Garibaldi a Napoli 643
La dichiarazione esplicita dell'agitatore genovese, proferita in un momento particolare della vita nazionale, aveva la sua grande impor­tanza; e la sua presenza in Napoli veniva prolungata fino all'arrivo di Vittorio Emanuele a Caserta, con lo scopo di fondare l'Associazione Unitaria Nazionale e di promuovere una sottoscrizione per la libera­zione di Roma e di Venezia. Questa associazione che si sostituiva al Comitato di Azione accoglieva elementi del partito rivoluzionario e le noni de Mazzini ne figure pas sur la liste, mais c'est. lui qui est en réalité le chef de l'association et en dirige toutes les menées.
li'Associazione intanto sperava tutto l'appoggio di Garibaldi il quale invece ad una deputazione inviatagli rispondeva con parole molto generiche dicendo che
n'impliqneiit pas une solidarité avec cette associa tion. (Test toujours su ui cui e tac-tiqae de se servir du parti républicain, sana toutefois paraitre farro cause comnrane avec lui. 2)
Ma la lotta ingaggiata non aveva tregua ed il Dittatore continuava la sua opera di conciliazione resa impossibile. Questo suo atteggiamento del resto, sebbene animato da esclusivo e disinteressato spirito di patriottismo, non poteva risolvere un conflitto fortemente acceso.
Egli non si rivelava capace di dominare gli eventi e gli uomini, perchè privo in quel momento di volontà energica ed inferiore a tanto scompiglio. Il Generale, vittorioso sui campi di battaglia, manifestava la sua debolezza nei problemi amministrativi, causa non ultima di quello stato di cose che egli voleva inutilmente poi vincere e superare.
Non mancavano i provvedimenti severi e le misure coercitive, come ad esempio l'arresto del La Farina e l'allontanamento da Napoli del Cordova, del cardinale Riario Sforza arcivescovo di Napoli e di Silvio Spaventa, come già abbiamo accennato. Ma siffatti provvedimenti anziché determinare uno stato di maggiore calma, suscitavano invece proteste e malcontento.
Intanto la nomina del Pallavicino a prodittatore veniva subito seguita da un suo proclama ai cittadini in cui diceva: io vengo a divi­dere con voi le fatiche ed i pericoli che accompagnano la grande impresa da noi assunta in prò dell'Italia. La sua presenza se determinava cer­tamente un orientamento politico diverso non riusciva però a.superare del tutto quello stato di cose preesistenti, anche perchè, come vedremo
i) C. MAKAMU, op. cii., p. 188. 2) G. MATJAW, op. cit.y p. 188.