Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1942
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Francesco Zerella
in appresso, egli doveva essere causa di forte,conflitto per il suo tenace programma dell'immediata annessione.
Ed infatti tutta la sua attività, svolta a Napoli, era improntata a questo principio cke doveva urlare contro gl'interessi, le abitudini e le tradizioni di queste provincie.
I suoi primi decreti rivelavano chiaramente una linea di condotta precisa e severa generata, senza dubbio alcuno, dalle condizioni particolari di queste provincie. Non mancavano i turbolenti che speculavano soltanto sui dolorosi rancori del momento politico, che era per necessità di cose momento critico. Del resto ogni periodo di transizione porta con sé le sue debolezze ed i suoi aspetti critici. Occorreva dunque provvedere al buon ordine, alla piena sicurezza dei cittadini e delle amministrazioni ed allontanare le minacce che turbavano il regolare andamento della vita pubblica. Si aumentava così la guardia nazionale di Brindisi, di Piano e di S. Giovanni a Teduccio *) e su proposta del Prefetto di Polizia, si creava un corpo di guardie cittadine del numero di 4000 diviso in quattro battaglioni di mille uomini ciascuno, destinato al servizio della città e provincia di Napoli. 2)
Si apportavano modifiche a disposizioni precedenti e si dava inizio alla formazione degli organici dei vari ministeri.
Una base nuova veniva data alla complessa attività politica amministrativa ed al suo rappresentante ufficiale. Lo stesso Crispi agevolava involontariamente il consolidarsi dell'autorità del Pallavicino, revocando nel suo spirito il decreto del 16 settembre e restituendo ai prodittatori di Napoli e Sicilia tutti i poteri che erano stati riservati al Dittatore e ciò per l'avvicinarsi del giorno in cui le popolazioni dell'Italia Meridionale saran chiamate a votare sui loro destini. 3) Questo nuovo decreto voluto dal Crispi e firmato da Garibaldi era stato determinato dalla risoluzione improvvisa del prodittatore di Sicilia, Mordi ni, il quale aveva informato il Crispi in data 5 ottobre che
il Consiglio alla unanimità, ha ritenuto che debbansi convocare i collegi elettorali in base al decreto dittatoriale del 23 giugno 1860, per incamminare il paese sopra una via ohe gli assicuri la indipendente manifestazione della sua volontà. M
Lo scopo vero di una siffatta risoluzione manifestata dallo stesso Mordini al Crispi, il giorno dopo, consisteva in una serie di notizie allarmanti che riferivano i preparativi di una spedizione in Sicilia da
" Decreto 5 ottobre.
2) Decreto 6 ottobre,
3) Decreto 7 ottobre.,
) Carata, / Miti*, p. 322,