Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <644>
immagine non disponibile

644
Francesco Zerella
in appresso, egli doveva essere causa di forte,conflitto per il suo tenace programma dell'immediata annessione.
Ed infatti tutta la sua attività, svolta a Napoli, era improntata a questo principio cke doveva urlare contro gl'interessi, le abitudini e le tradizioni di queste provincie.
I suoi primi decreti rivelavano chiaramente una linea di condotta precisa e severa generata, senza dubbio alcuno, dalle condizioni parti­colari di queste provincie. Non mancavano i turbolenti che speculavano soltanto sui dolorosi rancori del momento politico, che era per neces­sità di cose momento critico. Del resto ogni periodo di transizione porta con sé le sue debolezze ed i suoi aspetti critici. Occorreva dunque prov­vedere al buon ordine, alla piena sicurezza dei cittadini e delle ammi­nistrazioni ed allontanare le minacce che turbavano il regolare anda­mento della vita pubblica. Si aumentava così la guardia nazionale di Brindisi, di Piano e di S. Giovanni a Teduccio *) e su proposta del Pre­fetto di Polizia, si creava un corpo di guardie cittadine del numero di 4000 diviso in quattro battaglioni di mille uomini ciascuno, desti­nato al servizio della città e provincia di Napoli. 2)
Si apportavano modifiche a disposizioni precedenti e si dava inizio alla formazione degli organici dei vari ministeri.
Una base nuova veniva data alla complessa attività politica am­ministrativa ed al suo rappresentante ufficiale. Lo stesso Crispi agevo­lava involontariamente il consolidarsi dell'autorità del Pallavicino, revocando nel suo spirito il decreto del 16 settembre e restituendo ai prodittatori di Napoli e Sicilia tutti i poteri che erano stati riservati al Dittatore e ciò per l'avvicinarsi del giorno in cui le popolazioni del­l'Italia Meridionale saran chiamate a votare sui loro destini. 3) Questo nuovo decreto voluto dal Crispi e firmato da Garibaldi era stato deter­minato dalla risoluzione improvvisa del prodittatore di Sicilia, Mordi ni, il quale aveva informato il Crispi in data 5 ottobre che
il Consiglio alla unanimità, ha ritenuto che debbansi convocare i collegi elettorali in base al decreto dittatoriale del 23 giugno 1860, per incamminare il paese sopra una via ohe gli assicuri la indipendente manifestazione della sua volontà. M
Lo scopo vero di una siffatta risoluzione manifestata dallo stesso Mordini al Crispi, il giorno dopo, consisteva in una serie di notizie allarmanti che riferivano i preparativi di una spedizione in Sicilia da
" Decreto 5 ottobre.
2) Decreto 6 ottobre,
3) Decreto 7 ottobre.,
) Carata, / Miti*, p. 322,