Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1942
>
pagina
<
652
>
652
Francesco Zerella
sconfitta. La loro causa era perduta ed i loro successivi tentativi di resistenza dovevano essere espressione continua di disinganni, di chiara comprensione della realtà e di valutazione dolorosa delle loro astrazioni dottrinali.
H loro atteggiamento intransigente comprendeva aspetti contrastanti e divergenti; mancava insomma unità programmatica, visione esatta del nuovo orizzonte politico e comprensione delle nuove forze operanti. Anche il partito borbònico presentava segni manifesti di impotenza e di disgregazione e tutto concorreva a laisser les agents du Gouvernement Piémontais maìtres de diriger à leur gre les opèrations des comices da 21 de ce mais. Il ne me seinble donc pas que le résultat en puisse ètre douteux.1)
Infatti le previsioni dell'incaricato francese Ayrné d'Aquin, fondate tutte sulla esatta valutazione del momento storico, non fallivano.
Il giorno dopo la famosa seduta di Caserta, si svolgeva a Napoli una grande dimostrazione di popolo organizzata durante la notte dall'11 al 12 ottobre. Gli animatori erano il sindaco Andrea Colonna, il Comandante della Guardia nazionale, il Salazaro, Giuseppe ed Alessandro Avitabile, tutti elementi che ispiravano fiducia e popolarità.
Così nei giorno 12 fu fatta la grande manifestazione del SI. JQ Pallavicino sotto il cui balcone il popolo affollatissimo anticipava la grande parola del solenne plebiscito, mostrandosi, rispose essere sua assoluta intenzione preferire il Plebiscito all'Assemblea costituente, e doversi ad ogni costo pregare Garibaldi a volerlo egli pure. 2) Si provvedeva contemporaneamente a scrivere una petizione al Dittatore, facendogli notare che c< la Guardia nazionale è gravemente commossa nel vedere il paese in preda ad una nuova ed impensata agitazione che minaccia l'ordine e la tranquillità pubblica e che il decreto dell'annessione debba essere abrogato e che il Prodittatore da (lui) scelto, da voi tanto amato debba essere tolto. La dimostrazione esprimeva il voto quasi universale ed offriva chiari segni della volontà di un popolo reso libero. La corrente antiannessionistica riportata così dal campo della formulazione dottrinale su quello della realtà politica, manifestava la sua impotenza e la sua debolezza.
Intanto quale era lo stato d'animo vero di Garibaldi ? Quale il suo pensiero intimo?
') C. MARAL!, op. oit., p. 191.
-i D. SALAZARO, Op. t., p. 67.