Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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653
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 653
Gli avvenimenti successivi ci faranno comprendere che la situazione appariva abbastanza tormentosa e che l'animo del Dittatore era dominato da profonda crisi.
Egli, come sappiamo, si trovava a Caserta ed invitava il sindaco Andrea Colonna ad assumere la Prodittatura e comporre un nuovo ministero. Le accuse rivolte al Pallavicino e che aumentavano le influenze del partito antiannessionista, favorevole all'Assemblea, agivano maggiormente sull'animo di Garibaldi.
Intanto a Napoli continuavano a svolgersi dimostrazioni alimentate dal partito moderato e Garibaldi vi faceva subito ritorno. Egli era spinto da un senti ment de vive irritation contre certains actes du ProDictateur et du Ministère qu'il trouvait trop empreints de l'esprit piémontais .-9
Chiamava tutti i ministri e rimproverava loro il cattivo andamento deU'amministrazione causato dall'arbitrio e dalla prepotenza ed insisteva ancora sul concetto dell'accordo da raggiungere per la forma della votazione in Napoli ed in Sicilia.
H Conforti intanto prendeva la 'parola per legittimare l'attività sua e dei colleglli. Ma accortosi della sfiducia in cui era caduto il Ministero, venivano presentate ed accettate subito le dimissioni dei ministri Conforti, Scura, Coppola, Anguissola e Giura. Subito dopo Garibaldi firmava il decreto per la convocazione dell'Assemblea ed incaricava il Cri spi di governare con i rispettivi direttori dei diversi ministeri, fino alla stabilita convocazione. H Crispi informando in data 12 ottobre il Bertani degli ultimi ed importanti avvenimenti, scriveva che la prodittattira è caduta e con essa 'il ministero Conforti. Se ne dà a me l'onore, ma posso assicurarti di non meritarlo; e non trascurava di dire la decisione di Garibaldi che inchina a non fare 2) un altro ministero.
In quel giorno non mancavano dimostrazioni suscitate da elementi nazionali con parole minacciose a Mazzini ed a Crispi e dimostrazioni in favore e contro l'Assemblea.
Il giorno 13 Garibaldi tornava a Napoli. Dopo poco tempo che egli era giunto al palazzo d'Angri s'intesero talune voci nuove da agenti di polizia i quali andavano gridando: " Fuori Mazzini; Abbasso Crispi,,. Di là a pochi minuti sali dal generale Dittatore uno dei capi popolari a nome Gara bardella che Garibaldi chiamò Cicerovacchio di Napoli .3)
9 C, MARALOI, op. alt., p. 197.
z) CRISPI, T Mille, p. 330 e segg.
3) V Indipendente, 1860. 15 ottobre, n. 4.