Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <661>
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 661
Ma il problema più urgente che veniva affrontato con vero coraggio e con decisione improvvisa, riguardava la vita e l'insegnamento univer­sitario. Conservate per il momento le sei facoltà con il solo ampliamento di qualche insegnamento, la riforma colpiva essenzialmente gli uomini rappresentativi. Venivano allontanati dall'insegnamento ventinove pro­fessori *) e quasi contemporaneamente si provvedeva alla nomina di nuovi titolari in numero di quarantasette. 2)
La riforma immediata del De Sanctis doveva necessariamente pro­vocare proteste e polemiche violente. E se in quel momento non tutti coglievano il profondo spirito della riforma non mancavano neppure gli uomini che ne apprezzavano l'energia e la novità. Silvio Spaventa, in data 28 ottobre, scrivendo al fratello Bertrando per comunicargli la nomina a professore di filosofia, diceva che il De Sanctis
ha abbattuto l'università, che ci era, e che era un orrore, e ne ha creato un'altra, buona se vuoi, ma meramente nominale e di pompa, perchè è ben dubbio che i nominati vogliono poi fare davvero i professori. 3)
A parte però l'accettazione o meno totalitaria dei nuovi insegnanti scelti e nominati (e ve ne furono parecchi ad aderire), la riforma del De Sanctis esprimeva l'interna esigenza di una trasformazione e di un rin­novamento delle forze spirituali del pensiero e della cultura meridionale.
Gli nomini, che il De Sanctis chiamava agli insegnamenti più significativi, ai erano adoperati, nelle aspre vigilie dell'esilio, a sentirsi cittadini di un mondo più vasto, a riallacciare storicamente le relazioni della cultura meridionale con la generale cultura italiana e ancora col movimento della cultura europea.4)
Occorreva dunque rinnovare gli uomini per ottenere risultati più efficaci e più concreti, per cui la formazione della gioventù doveva essere in rapporto con le nuove forze operanti e mature per esperienza e per cultura.
E per una maggiore sistemazione del complesso organismo ministe­riale, si procedeva alla creazione di un Consiglio generale della pubblica istruzione con tutte le attribuzioni di carattere esecutivo ed ammini­strativo presieduto dal Ministro e di un Consiglio straordinario con le attribuzioni di carattere legislativo, tecnico (esame dei libri di testo, dei programmi e proposte di nomina di insegnanti) e disciplinare.
*) Decreto 27 ottobre. 2) Decreto 29 ottobre. 3> S. SPAVENTA, op. ciu, p. 355.
*) Lurex Rosso, F. De Sancii* e la cultura napoletana, La Nuova Italia, Firenze, 1928, p. 26.
5) Decreto 1 novembre.