Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <663>
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 663
trascurato lo sviluppo industriale, commerciale, agricolo e scarse erano statele cognizioni tecniche e culturali. È abbastanza noto il criterio fonda­mentale della politica finanziaria dei Borboni, criterio falso e generatore di mali economici e morali. Il Carano-Donvito non manca di ripetere che il principio elementare per un buon andamento finanziario di uno Stato si risolve nello spendere bene con vantaggio di tutti* Invece
l'ex governo napoletano se poco chiedeva ai suoi sudditi, pochissimo spendeva per essi, e questo pochissimo spendeva anche nude; per etti fin da ora possiamo affermare che le condizioni meridionali furono più malandate anziché per oppressione fiscale, per trascuratezza in spese necessarie a promuovere gl'incrementi della ricchezza.l)
Gli effetti perniciosi di un siffatto criterio finanziario, attuato per parecchi decenni, si manifestavano in pieno nella complessa vita ammini­strativa e sociale del paese durante il primo momento del governo di Garibaldi. Tutto da rifare dunque e senza disordine e senza violenta distruzione ed il compito era senza dubbio arduo e delicato per la neces­sità della vita e della affermazione dei nuovi principi dichiarati ed espressi dall'Eroe liberatore.
Perciò occorreva procedere con energia e con moderazione, con volontà e con chiara comprensione degli uomini e delle cose, con retti' tudine e con severo equilibrio per ottenere la progressiva disarticola­zione del passato che si esauriva e si innestava nel presente. Molta capa­cità insomma veniva richiesta per governare il paese e Garibaldi, se non aveva tutti i requisiti necessari per una forte niente organizzativa, non si mostrava affatto inferiore alle esigenze ed alle difficoltà.
Conoscendo la situazione reale del tempo, non possiamo accusare la operosità del Dittatore di mancanza organizzativa e di difettosa amministrazione. Il periodo del suo governo aveva tutti i caratteri del periodo di transizione che si presta sempre agli attacchi ed alle censure, ma in realtà più fecondo di quanto si possa pensare. E senza tema di esagerazione possiamo affermare che la personalità del Dittatore, carat­terizzata dalle audacie militari e dai loro successi, si integrava con la attività governativa svolta nell'Italia Meridionale durante il periodo della sua dittatura.
Certamente il suo governo in Sicilia non era stato privo di difetti e di seri inconvenienti per cui aveva presentato il fianco alla critica non del tutto artificiosa, sebbene la causa di tutto era stata determinata dal Crispi che nominato Segretario di Stato aveva avuto il compito
il) CAHANO-DON vrro, L'economi* meridional*ptàna e dopo il Risorgimento, Firenze, 1928, p. 28.