Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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665
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 665
veniva offerto dalla evoluzione spirituale del popolo, fenomeno che appariva come manifestazione di energia, di entusiasmo e di partecipazione viva al complesso ed eroico movimento rivoluzionario delle provincie meridionali. Non mancava, del resto, quella minoranza ostile e reazionaria al nuovo stato di cose, tutta orientata verso l'antico regime, ormai superato e vinto. Nostalgie, rimpianti, compassione per la fine ingloriosa del giovane Re, interessi colpiti e speranze di guadagno distrutte, abbattuti abitudini ed arbitri, noncbè motivi ideali generati da gratitudine verso la precedente dinastia e qualche volta da pensiero politico artificioso ed astratto, perchè staccato dal momento concreto, alimentavano questa minoranza che era destinata a vivere una esistenza tormentosa e stentata e ad assistere al suo progressivo dissolvimento a causa del processo di inesauribile e pronta assimilazione da parte del nuovo organismo politico sociale. Era una minoranza, abbiamo detto, ma necessaria per lo sviluppo della dialettica storica che in quel momento di transizione aveva bisogno di forze opposte e contrastanti per il loro successivo superamento e per la conquista di una sintesi concreta e vitale, di un punto più alto di comprensione e di più tenace compimento spirituale.
La maggioranza però era per il nuovo Governo; era per Garibaldi che dappertutto suscitava entusiasmo, ammirazione, frenesia, slancio sincero determinato senza dubbio dal suo fascino, dal suo eroismo e dalla sua modesta semplicità. La sua presenza ispirava fiducia ed amore per la libertà*
Non mancavano infatti dimostrazioni continue in favore della votazione annessionistica, dimostrazioni che non davano luogo a nessun dubbio.
L'opinion publique s'est tiop prononcec presque partorì t dans le sens de la fusiòn, poni <jue celle-ci puisse rencontrer mie opposi tion considerarle dans les comices. Cenx qui la désappronvent n'oseront point s'exposer, je ne dis paa aux huécs, mais aux simplcs signea de désopprobation dont ils ne manqueraient pas d'étre l'objet après avoir depose leurs bullettins dans l'urne des NON. *)
. H 21 ottobre si procedeva intanto alla convocazione dei comizi ed alla regolare votazione, secondo le norme emanate con il decreto dittatoriale dell'8 ottobre.
In parecchi comuni però la votazione non si effettuava per le operazioni di guerra ancora in atto; ed in parecchi altri per disordini causati da attività reazionaria. Anche l'Incaricato francese riferiva al suo
1) e. MABALDI, op. cit p. 203.