Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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667
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 667
garibaldini e dall'esercito nazionale. Unità d'intenti, dunque, sincera collaborazione per uno scopo comune, eroismo di azione e concordia di pensiero. E l'animo del Generale non turbava affatto il naturale andamento delle cose, sempre generoso perchè figlio del popolo e superiore alla bassezza, all'egoismo, alle vendette ed ai rancori, esprimeva fin dal 29 ottobre lo scioglimento del suo giuramento e l'adempimento del suo voto in una lettera inviata al Re con la quale gli rimetteva la sacra conquista ed il risultato vittorioso di tante battaglie. Era l'atto di rinunzia che lo collocava nella zona dei sacrifizi estremi e volontari e che lo circondava di ammirazione e di virtù cristiana. La sua volontà coincideva con quella del popolo ed egli deponeva nelle mani del nobile principe il potere che per tutti i titoli vi appartiene or che il popolo di queste provincie si è solennemente pronunciato per l'Italia una e per il regno vostro e dei vostri legittimi discendenti. E con piena coscienza della sua intemerata attività di governo faceva conoscere e non per orgoglio che l'Isola di Sicilia, malgrado le difficoltà suscitatevi da gente venuta di fuori, ebbe ordini civili e politici, pari a quelli dell'Italia Superiore e che nelle provincie continentali del mezzogiorno il paese è avviato in tutti gli atti- all'unificazione nazionale. Questa sua affermazione era stata del resto la sua fede costante, l'inizio della sua breve vita di governo, il suo programma, il suo mezzo ed il suo scopo.
L'esame anche sommario dei decreti, da noi svolto nel presente lavoro, trova il suo riscontro nell'affermazione del Dittatore, affermazione che a sua volta giustifica il motivo'del nostro studio. La lettera surriferita terminava, quasi a presagio di una quistione tormentosa, con una sentita preghiera al Re, quella cioè di mettere sotto la vostra altissima tutela coloro che mi ebbi a collaboratori in questa grande opera di affrancamento dell' Italia Meridionale, e che accogliate nel vostro esercito i miei commilitoni, che hanno ben meritato di voi e della Patria. H Re prendendo atto del desiderio di Garibaldi, gli rispondeva da Sessa il 31 ottobre, assicurando tutto il suo interessamento per tutti quelli che hanno cooperato, col consiglio e con le armi, al trionfo della causa nazionale. Ma provvedimenti troppo severi ostacoleranno la realizzazione di un siffatto desiderio del Dittatore.
Intanto all'atto di rinunzia della Dittatura, il Re faceva subito seguire un decreto emanato dal Quartiere generale di Sessa con il quale a istituiva una Luogotenenza generale con lo scopo di reggere e governare in Nostro nome e per Nostra autorità queste provincie continentali dell'Italia Meridionale, ed alla nostra immediazione, allorché