Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1942
>
pagina
<
670
>
670
Francesco Zerella
Grande dolore provava il Generale per questo rifiato e visitato dal Persano il giorno 8 novembre, diceva che degli uomini si fa come degli aranci; spremutone il sugo sino all'ultima goccia, se ne getta la buccia in un canto. Lo stesso Persano che narra rincontro e tutta la sua commozione aggiunge che
fu certo un gran male dare commiato al Garibaldi, lasciarlo partire scontento, e in un certo modo, segregarlo dalla causa comune; ma sarebbe stato un male assai maggiore il porlo in una condizione, di cui, non già egli, ma gl'ispitatori suoi, avrebbero potato abasare a danno dell'Italia, e della medesima gloria di lui. *)
E Garibaldi, nascondendo il suo dolore ed il suo profondo rammarico, prima di partire per Caprera rivolgeva, lo stesso giorno, il suo saluto ai volontari, suoi compagni d'armi ed ai soldati dell'esercito regio che avevano contribuito al trionfo della causa nazionale. Il suo proclama esprimeva tutto il suo pensiero politico ed il suo programma di azione: ed in un momento doloroso della sua vita, egli animato solamente dalla comunione dell'ideale, manifestava la ferma speranza di ritrovarsi sul campo di battaglia per marciare insieme al riscatto dei nostri fratelli, schiavi ancora dello straniero e marciare insieme a nuovi trionfi. Èra del resto la sua profonda aspirazione di liberare Roma e Venezia mediante la concordia e la fede in Vittorio Emanuele, aspirazione che sarà ripetuta nel proclama del 23 novembre lanciato agli Italiani dopo il suo arrivo a Caprera. Con questi mezzi tutti, tutti serrati intorno al glorioso soldato di Palestre daremo l'ultima scossa, l'ultimo colpo della crollante tirannide. Parole commosse ed ardenti di entusiasmo; parole ai giovani che avevano già provata l'esperienza della guerra, che avevano con il loro valore raggiunta la penultima tappa del nostro Risorgimento e che dovevano prepararsi per la conquista finale e la completa liberazione del popolo nostro.
Il programma rivoluzionario era stato riconfermato il 5 novembre in un lungo ed intimo colloquio a Caserta tra Garibaldi e Mazzini e riferito da quest'ultimo nel modo seguente;
In un lungo abboccamento avuto la sera del 5 in Caserta con Garibaldi, ci ponemmo interamente d'accordo. Le sue ideo sono tatto sa Roma. Ma ne chiese con desiderio, mi parlò della necessita che un giorno può sorgere d'infoiarvi un'azione; mi autorizzò ad usare del li lui nome con i romani ed a promettere l'intervento suo personale se quel tempo venisse. "'
i) C. PERSANO, Diario privato polideo-miUmrVj Torino Boux e Favole, IBfiO, 4) JKSSXE W. MABIO, op, cit.. p. 414.