Rassegna storica del Risorgimento
1796 ; CHERASCO ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1942
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687
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La ritirata strategica dell'esercito piemontese, ecc. 687
L'aver invece conservato intatto alla Corona, in quei momenti così pericolosi anche per le sommosse interne e per il generale malcontento, circa dieci mila nomini, -t'uggiti, con abilissima manovra, a tutte le insidie, tra luoghi rotti e montuosi, è un altro grande merito che va riconosciuto al generale Colli, che già alla Pedagiera, al S. Michele, al Bricchetto aveva strenuamente difeso l'onore del Piemonte e della stia illustre dinastia.
Ad onta di qualche lieve manchevolezza, dovuta più che altro alla tarda età, il Colli, checche si dica, appare veramente una nobile figura di soldato, prode e intemerato. Benché avesse servito l'Austria per molti anni, chiamato ad organizzare l'esercito piemontese obbedì alla consegna con il più alto spirito di italianità: basterebbe a comprovarlo, oltre al suo eroico comportamento in tutte le più, sanguinose battaglie della guerra quattriennale, la sua opposizione aperta e tenace ai piani strategici di Wallis, di Dewins, di Beaulicu, i quali, assecondando l'intenzione del governo dell'Austria, più che a difendere il Piemonte miravano, come già si è detto, a coprire la Lombardia dalla invasione nemica. Lasciato in asso dall'alleato nei momenti più decisivi, non si perde di coraggio, ma contìnua a lottare da solo, dominato da un unico pensiero: di compiere sino all'estremo il suo dovere. Ma poiché l'armistizio di Cherasco, ch'egli rinunciò a sottoscrivere,1) conteneva patti, a suo avviso, dannosi all'interesse del Piemonte, chiese al Re le dimissioni e si ritira a Roma a vita privata, prendendo commiato, non senza dolore, dai suoi commilitoni, che avevano avuto modo di apprezzarne l'onestà intemerata e la fede purissima nei destini del Paese.
MARINO CIRAVEGNA
I) L'armistìzio fu sottoscritto invece, com'è noto, dal generale barone de la Tour, cui il Colli, dimissionario, consegnò il comando delle truppe, e dal colonnello marchese Costa, capo di stato maggiore. (Vedi THAON DB RBVBL, op. cit., p. 352). Le notizie date dal Pinelli, che di solito è ben informato, sulle giornate del 26 e del 27 e sulle condizioni dell'armistizio sono poco precise.