Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TREVISO
anno <1942>   pagina <690>
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690 Vanda Ongarello
Però ben presto un senso di tristezza profonda strìnse il cuore ai Veneziani anche per l'atteggiamento dell'autorità francese verso gli stessi simboli della già tanto gloriosa repubblica, la cui misera fine fu la logica inevitabile conseguenza della sua lunga neutralità disarmata e della sua incredibile impreparazione militare. Basti ricordare che pochi giorni dopo il 16 maggio giorno dell'entrata francese, un famige­rato, sedicente Comitato di Salute Pubblica, con un decreto, ispirato da Napoleone, vietava il grido e gli stemmi di S. Marco ed al secolar motto Pax libi, Marce, evangelista meus. scritto sul libro protetto dal leone alato sostituiva la frase Diritti dell'uomo e del cittadino. Il che diede occasione ad un arguto epigramma di P. C. Grassi nel quale era detto* che dopo tanti secoli il Santo aveva finalmente voltato pagina. Ma in qual modo povera Venezia!
La prima città che aveva eletto una Municipalità provvisoria era stata Bergamo il 16 marzo 1797, di poi Brescia, Salò, Verona, Vicenza, Padova. Perfino Chioggia, Mestre, Torcello e la piccola Gambarare volevano una municipalità propria ed una amministrazione separata da Venezia, il cui affratellamento invano quésta chiedeva anche per far fronte alle esigenze francesi, cui da sola non poteva provvedere, *) Treviso invece aveva deliberato di unirsi ad essa, come appare da un Proclama del 31 maggio 1797.2)
In Treviso, fin dai pruni di maggio avevano preso stanza forti reparti dell'eser­cito francese. Erano stati licenziati dalla città i magistrati veneti, e cosi era cessato quel dominio che per 409 anni, contando dall'ultima dedizione, avvenuta nel 1388 aveva retto Treviso e la sua provincia.
Ad imitazione di quanto era avvenuto nelle altre città, che volevano ormai rotto ogni legame col passato, il giorno 12 maggio veniva eretto l'Albero della Libertà ed il discorso d'occasione era tenuto dal dott. Olivi, che naturalmente disse bene della libertà e male degli Inquisitori. 3)
Non vi parteciparono i soldati francesi, perchè il generale della Piazza non volle concederli; egli tuttavia partecipò alla festa, mostrandosi in giro per la città in carrozza con la Co. Pola.
Dopo la partenza del Podestà e Capitano Anzolo Barbaro dal 5 al 14 maggio ressero il Governo i Provveditori anziani ed aggiunti del Governo veneto. Il 25 fiorile (14 maggio) il generale Baraguay d'Hillicrs comandante del Trevigiano e Dogado, nominava i ventiquattro componenti la Municipalità del Cantone di Treviso e li radu­nava in seduta per il giorno seguente. Quasi tutti i Provveditori anziani ed aggiunti vennero eletti.
In seguito all'instaurazione della Municipalità vi fu una fioritura di poesie, in tutti i metri, in tutte le rime per festeggiare l'evento fortunato. Ma vi fu anche qualche persona che si levò sdegnata, forse prevedendo fino a qual grado d'infamia sarebbe giunta quella cosidetta libertà. Un esempio fu l'atto del Titotoli, un popolano che
i) Archivio di Stato di Venezia. Democrazia 1797. Busta 179. Lettere importanti di esteri dipartimenti. Cit.: Messaggio delle città di Terraferma neganti il riconosci­mento dell'esistenza dello Stato Veneto e della loro dipendenza.
2) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 139. Filza D. N. 26.
3) Archivio Comunale di Treviso. Municipalità provvisoria 1797. Sez. XI. Cartella !4t. N. 58. Cit.: Inaugurazione della Municipalità di Treviso, 27 fiorile (16 maggio 1797), anno V della Repubblica francese e I della Libertà d'Italia (vedi Appendice, doc. n. 1).