Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TREVISO
anno <1942>   pagina <693>
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Il Governo della municipalità, ecc. 693
Fin dai primi giorni era stata aperta una sottoscrizione delle fibbie d'argento, per cai. già da lettere 28 vendemmiaio (19 ottobre 1797), era divenuto obbligatorio con­segnare o versare una equivalente oblazione. Vennero inoltre imposte nuove e sempre piò. gravose tasse; tra le quali, quelle- dell'impresti to secco, dell'impresti to grazioso e forzoso, e la tassa sul sale.
La Municipalità, che doveva provvedere al mantenimento ed approvvigionaloento delle truppe francesi stanziate nei territori liberati, mantenere la Guardia civica, il Battaglione di Linea, la Compagnia di cavalleria che il Bonnparte aveva voluto costi­tuita in ogni Municipalità e Centro di Dipartimento, per avere denaro, aveva aboliti fidc-Hìommissi, soppresse le mano-inorte, incamerati i -beni ecclesiastici e vietato i testamenti in favore della Chiesa, e soppressi i Beni dell'Ordine di Malta,*
H denaro non era sempre onestamente amministrato e non sempre chiesto' e speso per giuste ragioni, come ad esempio, si sa essere stato fatto dal Comandante della piazza d'Asolo, contro il quale, in una lettera diretta da quella Municipalità Provvisoria al Governo centrale sedente in Treviso* si eleva questa grave e formale accusa: Aggra­vata questa Municipalità da pesi pressoché insopportabili perle continue contribuzioni che le derivano da codesto Governo, altro vasi vieppiù accorata da una siccità che la minaccia una indispensabile carestia. Ad accrescer le sue amarezze si unisce la indiscre­tezza, ed il scialacquio di questo. Comandante della Piazza, il quale fa una spesa giornaliera di Lire duecento circa che viene a corrispondere a ducati mille, al mese. l)
Da varie lettere dirette da altre Municipalità al Governo centrale di Treviso appare chiara la triste condizione del Trevigiano.2)
comandanti francesi trattavano le provincie liberate come terre di conquistai
Lo stesso generale Lallement, tornato a Venezia agli ultimi di maggio, descriveva commosso il triste spettacolo: spogliazioni incompatibili, case saccheggiate, bestiame, cavalli, mobili, argenterie portati via.
Se dura questo stato altri otto giorni (così chiudeva una sua lettera al Bona? parte) non rimarranno agli abitanti se non gli occhi per piangere e posti nell'impos­sibilità di alimentare le vostre milìzie, dovranno abbandonare essi ..stessi, una terra che non potrà più dar loro da vivere! . *)
II Generalissimo, secondo il suo costume, mostravasi severissimo nel castigare i colpevoli, ed a qualche cittadino fece restituire le cose rubate; ma universale ed irrepa­rabile era il danno, scarso e insufficiente il rimedio. Il popolo alloro, con la sua logica semplice ed infallibile, concludeva che i liberatori erano venditori di cinneie e che una cosa sola era vera: Gli stranieri sono ladri; e matto chi crede che essi possano venire a casa nostra per i nostri begli occhi.*)
Da queste spogliazioni e da quelle del secondo periodo della discesa dei francesi in Italia derivò una tremenda carestia, aggravata anche dalle annate agricole scorso, dalle
J) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 199, voi. Asolo..
*) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Scz. VI. Cartoli 1-99, voL Castelfranco. Gt.: Lettere di varie Municipalità circa le loro tristi, condizioni economiche (vedi Appendice, documento a. 3).
s). fi- SBATTO, Fitte della Serenissima, ed. Alfieri e Lacroix. Milano, p. 88, parole riportate dalla lotterà di Luigi Boati, 21 aprile 1796. Inquisitori, Busta 550. Archivio di Stato, Venezia. ,
*) Gv D. BELLETTI, ti Congrosso di Bussano e le più antiche manifestaoni dal gentimento unitario in Italia* in Rassegna storica del Risorgimento* anno IV, fase. V, Roma, 1917 (p. 639). In esso è riferito anche un parere del Foscolo sulla libertà portata dai francesi (vedi Appendice, documento n. 4).