Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; FRANCIA ; TREVISO
anno <1942>   pagina <696>
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696 Panda Ongarelh
venne imposta la coscrizione obbligatoria dai 17 ai 60 anni. *) Il generale Dumas in una lettera alla Municipalità (17 giugno 1797) dichiarava : < No, i francesi non hanno bisogno di aiuti; essi hanno abbastanza di coraggio e forza per seppellirvi o annichilire tutte le potenze del mondo. 2) Si era sparsa difatti la voce che i francesi avessero formato la Guardia Nazionale con l'intenzione di allontanare gli abitanti dai loro Paesi per sorvegliare altre località.
Pure gravi difficoltà si incontrarono nel Costituire la Compagnia di Cavalleria, detta degli Ussari. 3) Non mancarono punizioni, multe, carcere per coloro che, invitati ad iscriversi, cercavano di disobbedire, soprattutto pel fatto che, nonostante la volon­tarietà solo due si erano presentati all'Ufficio d*Inquadramento.
Cosi pure quando il popolo fa invitato a dare la sua libera adesione all'annessione alla Repubblica Cisalpina, proposta fatta al Bonaparte dalla Municipalità a mezzo del generale Fiorella, i più si astennero. In totale non si raccolsero che 1660 sottoscrizioni, ben poca cosa per un plebiscito di tutto un Dipartimento. Ben centoquarantuuo parrocchie restituirono le liste delle sottoscrizioni in bianco, né è da fare accusa ai Parroci, che quasi tutti sottoscrissero, e che spiegarono un'opera veramente lodevole in tale circostanza.
Questo mancato plebiscito,4) oltre che a impreparazione politica ed ignoranza, si deve attribuire alla diffidenza che nelle campagne s'era diffusa verso il Governo, come fanno fede le varie risposte dai parroci giustificanti la mancata votazione.s)
In compenso si pubblicavano e si distribuivanoi Diritti dell'uomo e del cittadino e la Municipalità ordinava, in omaggio all'uguaglianza, la soppressione di livree, stemmi e titoli nobiliari; ) sembra però che vi fossero ancora i malcontenti e che le massime della Municipalità di Treviso su questo soggetto non fossero completamente ascoltate.
Lo attesta una lettera di un democratico convinto, curiosa anche perchè descrive una cerimonia religiosa di quell'epoca.7)
Tatti dovevano chiamarsi col nome di cittadino. H simbolo della nuova repubblica fu una testa di donna, adorna del berretto frigio. Tutte le carte dovevano essere intestate alla Municipalità provvisoria e portare le tre fatidiche parole di Libertà, Virtù, Egua­glianza. La seconda delle quali scomparve però presto! mentre le altre due invece conti­nuarono con vera spudoratezza ad essere usate quale ideale sapremo del nuovo Governo.
Tatti però alla fine s'accorsero, anche gli stessi patriotti, democratici convinti, del grande inganno e stanchi di un regime che, col nome della libertà, esercitava le prò gravi ingiustizie, accolsero con manifestazioni di giubilo la venata delle truppe imperiali. Queste che entravano nei paesi con l'olivo sul capo davano affidamento di
1) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 170. Guar­dia Nazionale.
2) ArcHvio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 197.
) Archivio Comunale di'Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 141, n. 63. Obbligo di arruolarsi nella Compagnia di Cavalleria (vedi Appendice, cloe.-n. 6).
*) LUIGI BAILO, U Congresso di Bussano {1797) Stab. L. Zoppelli, Treviso 1906, pp. 3-4.
s) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 151, n. 154, Voto dei popoli per unirsi alla Cisalpina (vedi Appendice, doc. n. 7).
6) Archivio Comunale di Treviso. Democrazia 1797. Sez. XI. Cartella 209, n. 57. Registro Proclami (vedi Appendice, doc. n. 8).
t) Archivio Capitolare di Treviso. Don Ignazio De Faveti, Cronaca manoscritta (1775-1810) (v. Appendice, doc. 9).