Rassegna storica del Risorgimento
1837 ; AUSTRIA ; REZIA CARLO ; CANTON TICINO
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1942
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Ma il Ministro austrìaco non doveva aver fortuna né a Zurigo uè a Bcllinzona, poiché, mentre quel primo governo rispondeva che 1* Ugoni aveva lasciato il Cantone da ormai due mesi e si aveva ragione di credere che fosse partito per Parigi, il Governo ticinese oppose alla richiesta un no reciso come si legge nel Protocollo delle risoluzioni del Consiglio di Stato in data 9 gennaio 1837.
Presa in esame la Nota 23 die. scorso di S. E. il conte di Bombette* ecc. ecc., si risolve di rispondere significandogli:
1. Che il Governo Cantonale, che si trovò nel caso di valersi dell'opera del Dr. Rexia e di emettere a di lui favore un regolare permesso di dimora, è nel pieno convincimento che questo individuo non siasi in guisa alcuna reso immeritevole delVasilo e della protezione del Governo a lui riguardo.
2. Che in quanto al soggiorno dello stesso Rexia nel territorio svizzero, si interessa la compiacenza dell'I. R. Governo Austriaco a por mente ai principii contenuti nella Nota 24 giugno 1834 di S. E. il Presidente del Vorort della Confederazione, principii che ebbero a riscuotere la piena e intiera approvazione di quell'I. R. Corte come si rileva dalla Nota 27 giugno 1834 del medesimo signor conte di Bombelles; i quali principii consacrano in massima l'obbligazione dei governi cantonali ad allontanare quei rifuggiti che in qualunque modo turbassero la quiete e sicurezza delie Potenze finitime.
3. Che i medesimi principii sonasi recentemente confermati con atto federativo del 23 agosto scorso.
4. Che in virtù di quei principii e in particolare del conclusimi 23 agosto il Governa del Ticino, premuroso sempre di non tollerare dal canto suo che si trami alcuna cosa a danno e molestia del Governo di S. M. I. R. A. con cui si pregia moltissimo di mantenere le migliori relazioni di buon vicinato, non esiterebbe punto ad ordinare Vallontanamento del Rezia ne* modi contemplati dal già citato conclusimi, qualora gli costasse che il medesimo si fosse reso indegno dell'asilo da lui così ben meritato nel tempo del pericolo, ma, che intanto, nulla constando di tutto ciò a carico di bei, non può a meno lo scrivente Governo ticinese di esprimere all'I. R. Gov. Austriaco coll'organo dell' Inviato Straordinario, e Ministro plenipotenziario di S. M., la sua fiducia che non si insisterà ulteriormente da parte sua sopra una istanza inammissibile col diritto pubblico della Confederazione, messo in pratica cotta più notoria annuenza e soddisfazione delle Potenze Europee, non esclusa VI.R, Corte di Vienna.
Com'era da aspettarsi, il conte di Bombelles non lasciò senza replica la comunicazione del Governo ticinese, e sottolineando che un conto era il profugo Rezia, sulla cui condotta, come tale, non aveva da muovere lagnanze, e un altro conto era il suddito austriaco Hezia sul quale pendeva l'accusa di delitto di alto tradimento, grave reato che gli consentiva di chiedere l'estradi rione in base al Trattato di Zurigo del 1828, il 28 dello stesso, mese di. gennaio, cosi replicava al Governo ticinese:
A Messieurs le Presidimi et Conseil d'Etat du Canton du Tessìn.
he soussigné a roga la note que le Conseil d'Etat du Canion du Tessìn lui a fati * Vhonneut de lui adr esser endate du 20 Janvicr de cette*année, en reponse à celle qu'il avait ';.<' ilnn.i te cas de porter à la connainsama du Conseil d'Etat le 23 Vecetnlw 1836.
M est impossihle au soussigné de ne pas relever Verreur dans laquelle sentititi ittn' tombe le Conseil d'Etat en supposant que la dSdaration du Vorort du 24 Juin 1834, aitisi