Rassegna storica del Risorgimento
VISCONTI VENOSTA EMILIO ; VISCONTI VENOSTA GIOVANNI
anno
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1942
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714
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714 Vito Vitale
che cioè nelle città sia meglio masso in opera il regime della libertà, in forza della quale tutto è fatto dalla spontaneità dei cittadini; mentre invece nei paesi si grida che il governo nanfa, e non si pensa che nella libertà il governo fa pochissimo e i cittadini devono far molto.
** proposilo di governo avrà veduto dai giornali che siamo in crisi ministeriale, y adula la cosa da lontano non se ne devono capire le ragioni. Le ragioni infatti sono più intrinseche che pubbliche. Il bel carattere di Ricasoli che veduto da lontano fa bella mostra di sé- ha praticamente qualche cosa di duro e di inflessibile che gli attirò una quantità di nemici. Primo di tutti questi nemici è il Re, il quale ebbe seri urti col ministro e tali che essi due non possono più caminare assieme. Poi vengono tutti i prefetti del regno, ad eccezione forse di Torelli, che non vogliono più saperne del ministro troppo rigido e centralizzatore al punto da ascoltare più un applicato del ministero che loro. Poi, tutti i rappresene tanti diplomatici dell'estero, che non trovano la flessibilità diplomatica nel Barone e non sanno da qual parte pigliarlo. Fu grazie a questo sgraziata antagonismo che il Re non andò finora a Napoli e non farà che una breve corsa a Milano, perchè egli dice che non vuol abbandonare la sede degli affari non fidandosi di Ricasoli. Dinanzi a questa difficile situazione anche Ut maggioranza della Camera si va scomponendo e si domanda un provvedimento. So che in consiglio dei ministri fu decisa ieri sera la dimissione. Jl Re è alla vigilia di venire a Milano e non so se'potrà accettai la, non potendo lasciar Torino senza avere ricomposto il ministero. E la ricomposizione non è facile perchè Radazzi da sólo non è forte abbastanza e con Farini non si è messo ancora d'accordo, perchè questi vuole solo appoggiarsi alla attuai maggioranza senza far concessioni alla sinistra, mentre Rattazzi ha con quei signori certi impegni di cui non sa come sbarazzarsi. Se Ricasoli avesse tenuta la sola presidenza, lasciando i due portafogli, interno ed esteri, a persone più furbe ed abili, il ministero sarebbe stato fortissimo, perchè certamente duole vedere il Barone Ricasoli allontanarsi dalla cosa pubblica. Ma. invece- esso U tenne ambedue e sacrificò Minghetti, scavandosi così la fossa. Vedremo in breve il scioglimento della cosa. Se il Re non accetta le dimissioni sarà non per altro che perchè non è, riuscito ad una composizione, ma ad ogni modo la crisi che fosse differita oggi, riapparirebbe fra quindici giorni. Il Re la vuole e la spinge. Come pure vorrebbe Rattazzi e Farini, che sono i due uomini pei quali ha maggiore amicizia, ma non so se riuscirà a metterli d'accordo. In mezzo a lutti questi imbrogli quel che c'è di buono è che a detta dei generali, l'esercito si forma meravigliosamente bene. Nel 62 non avremo guerra di sorta e nel 63 avremo più di 300 mila uomini regolari, coi quali si potrà parlare di guerra. Qui finisco la mia chiacchierata pronto a fargliene un?altra se capiteranno novità.
Mi conservi la sua amicizia e mi creda di cuore suo uff.0
:Mov. Visconti ,
II.
Milano, 18 aprile 62. Stimatissimo antico,
Faccio conto di venir presto a Tirano per una quindicina di giorni, approfittandomi di queste vacanze parlamentari, e così spero di procurarmi presto il piacere di stringerle la mano. Ma come Gino mi ha communicato i suoi saluti e le sue buone nuove, non voglio tardare a scriverle per ringraziarla della memoria ch'Ella mi serba e che mi è oltremodo preziosa. Ella sa quanto io mi tenga onorato della sua amicizia, in questi tempi di partiti quando alcuni da' miei compatriotii si sono messi a malvolermi non so troppo perchè, io mi trovo anche troppo compensato se posso conservarmi la stima di quelle persona di cui