Rassegna storica del Risorgimento
VISCONTI VENOSTA EMILIO ; VISCONTI VENOSTA GIOVANNI
anno
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1942
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pagina
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715
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JSove lettere di Emilio e Giovanni Visconti Venosta 715
conosco la lunga e intemerata fede patriottica in que* tempi in cui amare l'Italia non era altro che un sacrificio e che un pericolo, In ciò siamo perfèttamente oV accordo e non faremo oggi ad una vana popolarità quel sacrificio della nostra coscienza che non abbiamo voluto fare in altri giorni ad altre lusinghe e ad altre paure.
Ella mi chiede i motivi del voto contrario ch'io diedi al ministero Rattazzi. iVV parìe" remo pia a lungo, presto, facendo una delle nostre solite passeggiata attraverso i campi, ma frattanto le dirò sommariamente le principali ragioni che mi vi indussero.
Se il Ministero Ricasoli doveva o cadere o trasformarsi, ciò non doveva avvenire. a mio avviso, che con un voto e coir intervento del parlamento. Invece si fece cadere il nani-stero Ricasoli con un intrigo di corte nel quale si fece intervenire direttamente la volontà del Re, e Rattazzi formò il suo ministero al di fuori di ogni volontà e di ogni accordo colla maggioranza ed in un modo affatto extraparlamentare, ponendovi degli elementi non solo eterogenei, ma anche degli elementi che non potevano dare alcuna guarentigia morale o politica. Questa sua origine extraparlamentare fu per me la condanna del Ministero. Io sono convinto che se vi è una cosa nel nostro paese che deve essere rispettata è il Parlamento, perchè, sorto dalla volontà della Nazione, esso è il vincolo che tiene unito le varie parti d'Italia. Io ho la ferma convinzione che i Ministeri devono essere fatti e disfatti in seno al Parlamento, còme questo deve rappresentare la maggioraza del paese. Amo sopratutto la libertà e credo che la sua vera guarentigia stia nel rispetto delle forme e dello spirito delle istituzioni costituzionali. Altrimenti, che cosa avremmo noi ? Oggi, il capriccio di un Re domani il colpo di mano di un capopopolo, e la nazione non sarebbe più, padrona de* propri destini e della sua matura e piena volontà, perchè essa non può esserlo che mediante il giuoco regolare e legale del regime costituzionale. Quando si riconvocò la Camera e quando il nuovo Ministero si presentò ad essa, alcuni de* nostri amici erano sopratutto preoccupati del pericolo di una nuova crisi, ma altri, ed io fra questi, erano convinti che se l'occasione si presentava inevitabilmente, era d'uopo di fare una manifestazione per difendere e salvare i principii che ora le ho esposti e dai quali ci pareva dannoso V'abdicare. Ecco la ragione principale del nostro voto e non creda che questo voto sia slata inutile. In faccia a una minoranza* è vero, ma a una minoranza di uomini d'ordine e di Governo e che racchiudo nel suo seno molti fra i più distinti e autorevoli membri della Camera, Rat-tozzi ha potuto comprendere la gravità della situazione. Un primo frutto si è già raccolto colla modificazione del Ministero il quale comprese la necessità di riformarsi, modificazione in meglio che fu una guarentigia data al paese. Questa minoranza è d'altronde un freno al Ministero e un pretesto per non lasciarsi trascinare troppo in là da influenze pericolose, perchè se lo facesse, la nostra minoranza non tarderebbe, nella Camera attuale, a diventare una maggioranza. Dirò di più che una opposizione di uomini delle nostre opinioni non può essere una opposizione estrema e faziosa; noi appoggiamo il Ministero in tutto quello che può essere utile al paese, in tutto quello che crediamo essere necessità d'ordine e di governo. E già in questi giorni il Ministero, in faccia a qui adoni interne, a necessità di finanza, si è veduto appoggiato da noi ed ha preso ne' nostri voti la sua forza, mentre era combattuto da' suoi pretesi amici dall'estrema sinistra. Appunto per eia, in quest'ultimo mese abbiamo cercato di allontanare certe questioni di politica generale che non panno avere un risultato pratico immediato, e le questioni ministeriali, e ci siamo occupati delle leggi d'affari; lo stosso faremo nella sessione di giugno; abbiamo votato le leggi di finanza, voteremo quelle d'amministrazione. Quest'inverno poi il Ministero avrà avuto abbastanza tempo per potersi far giudicare da' suoi atti, ed è assai probabile ch'esso vegga l'opportunità di un nuovo rimpasto che lo avvicini maggiormente alla ricostituzione (leU'aiUim- maggioranza. Così se il Ministero vuol vivere di una vita solida senza correre