Rassegna storica del Risorgimento

VISCONTI VENOSTA EMILIO ; VISCONTI VENOSTA GIOVANNI
anno <1942>   pagina <717>
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Nove lettere di Emilio e Giovanni Visconti Venosta 717
distrarranno l'attenzione dei Francesi, noi potremo allora andare a Roma, Insomma la situazione è buona, ma circondata da pericoli; colla prudenza e l'accortezza possiamo attenere tutto., coli'imprudenza possiamo perderci senza che nessuno ci aiuti,
JMa intanto c'è Mazzini a Lugano che organizza un moto rivoluzionario e una invasione nel Veneto! Il governo sa tutto da un pezzo e la repressione sarà pronta ed energica se il moto si effettuerai. Il disegno era di invadere la Valtellina. Se mai verranno li raccomando alla sua buona accoglienza.
Emilio è di buona salute e di buon umore, tanto più che Milano ha accolto la sua nomina con molto favore e lo appoggia vivamente. Infatti è discretamente rispettato anche dai giornaletti, che di solito non vivono che di pettegolezzi e di scandali. Non ha per nemici dichiarati che l'Unità Italiana e la Gazzetta di Milano; i redattori della quale non gli perdonano di aver ricevuto da Emilio dei segni non dubbi di disprezzo nei tempi in cui facevano l'elogio dell'Austria e delle sue forche. I redattori, ora libéralissimi, sono gli stessi.
E qui la saluto, contento d'aver passato quattro chiacchiere con lei e d'averle mandato j un'affettuosa stretta di mano.
Aff. Giovanni Visconti,
IV.
Tonno, 19-4-64. Cariss. Negri
Sono a Torino da un paio di giorni venuto con Enrico a passare una settimana con Emilio, perchè ciò possa servirci di sollievo reciproco. Mi immagino quanta parte avrà preso alla nostra disgrazia, per l'amicizia che porta a noi e che portava alla povera mamma.
Emilio mi incarica di salutarla e di pia la prega di un favore pel quale mi incarica di scrivere io, recandosi in questo momento di fretta al Ministero, Il Consóle di Cipro ha mandato ad Emilio in regalo molte viti e delle migliori qualità di quel paese. In vero non so a Tirano dove metterle. Si potrebbe fare un po' di vivaio e il Console avverte che devono essere messe nella terra sin óltre la loro metà e che la piantagione si può fare senza incon­venienti fino nel principio di maggio.
La pregherei di dire quindi al Giovanni Ricetti di ritirare queste viti che viaggiano eolla terra in due bariletti, e che saranno a Tirano il dì dopo guasta lettera. E la prego lei di combinare e sorvegliare la piantagione. Le viti saranno circa 400 e la prego ne prenda un centinaio per lei e ne faccia quello che crede.
Mi scusi caro Negri, ma lei sa che non dimentico mai la sua amicizia e me ne prevalgo spesso.
Se come avrei intenzione posso venire in estate qualche giorno a Tirano, faremo le nostre chiacchiere politiche. Al momento l'aria spiratalla pace, ma vi sono con Napoleone delle intelligenze e combinazioni intime. Napoleone però vuoi sempre tenersi affatto padrone di scegliere i modi e il tempo.
Suo aff.mo amico Giov. Visconti,

Firenze, 5 die. 65. Cariss. Signor Luigi
Parlai subito con Emilio di quanto lei mi scrisse. Per il Pota sarà bene che mi faccia tenere un promemoria, perchè si dovranno far fare alcune indagini per gli uffici., e perchè la cosa dopo essere stata chiesta non sia dimenticata è bene lasciare qualche scritto.