Rassegna storica del Risorgimento

VISCONTI VENOSTA EMILIO ; VISCONTI VENOSTA GIOVANNI
anno <1942>   pagina <719>
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Nove lettere di Emilio e Giovanni Visconti Venosta 719
appassionate.. Lei se ne sarà accorto. Il favore pubblico qui la abbandonò molto, prin­cipalmente dopo la guerra sleale e ingiusta che mosse contro il nostro egregio sindaco Stretta. Speriamo che le buone elenoni salvino la libertà in Italia. Se no guai! Con tutta
ramicizia mi abbia sempre suo
uff. Gioii. Visconti.
VII.
Milano. 14-5-66.
Carìss. Signor Luigi
So ricevuto la sua lettera ed eccole le notìzie che io ho in proposito. Nei gioni passati furono tenute a Firenze tra il Re, Lamarmora, Rìcasoli e Cialdini molte conferenze per stabilire tutte le disposizioni da prendersi allo scoppiare della guerra. Lamarmora andrà al campo e quindi è necessaria la ricomposizione del Ministero.
Fu stabilito che nel Ministero si chiameranno, però in posti non primari, anche due di sinistra per far scomparire i partiti nei momenti supremi della guerra. Fu pure stabilito che Ricusali avrebbe la presidenza del nuovo ministero e gli affari interni, mentre che si richiamerebbe Emilio per gli affari esteri. Fattesi queste intelligenze, Rìcasoli me le fece sapere per mezzo di un amico, incaricandomi di mandarne un primo cenno, a Emilio, perchè si tenesse in misura di poter partire da un momento all'altro. A Emilio poi lo si sarebbe scritto ufficialmente quando la guerra fosse così imminente da richiedere la par lenza di Lamarmora. Perocché, come le dissi, finora è ben stabilito che il Lamarmora non lascierà il Ministero che in quel caso, dato che anche le circostanze consiglieranno Ventrata del Rìcasoli. pel momento senza presidenza, prima delle ostilità.
Così sono le cose. Se la guerra scoppia è certo il richiamo di Emilio, ma gli avveni­menti decideranno il quando. Anche Enrico Guicciardi mi scrisse ieri per aver notizie dicendomi che egli non vorrebbe una candidatura che obbligherebbe Emilio a cercare un collegio fuori di Valtellina. Così stando le cose, non ci sarebbero che due partiti, ofare una elezione nulla, combinando il modo, oppure lasciar passo all'elezione di Guicciardi. So che U Guicciardi ha scritto al Ministero mettendosi nuovamente a sua disposizione per qualsiasi servizio civile o militare che egli possa rendere allo Stato. Guicciardi è molto sti­mato e conosciuto nel mondo politico e non sarà lasciato a lungo nella inazione. Emilio vedendo che i suoi vecchi amici di Valtellina sono disposti a riconfermargli alla prima occasione il mandato che gli diedero finora, non si cercherà altro collegio, visto che durante la guerra il Parlamento sarà chiuso. Dopo la guerra forse si faranno nuove elezioni per riparare alle ultime mal riuscite ed allora Emilio può ripresentarsi a Tirano.
Se emergerà qualche cosa di nuovo io la terrò informata. Spero presto di potermi
- restituire a Firenze essendo tuttora trattenuto a Milano da un erpete che mi pigliò alla
gamba e mi obbligò in casa e a cura per 15 giorni. Ora però incomincio a andar meglio.
Con una stretta di mano e con tutta amicizia, suo
Giov. Viscontiì
Vili.
Firenze, 20 Die. 1866. Carìss. Signor Luigi
Bontardetli mi scrive che ella ha avuta la compiacenza di prestarmi L. 2000, colla quale rendo agli eredi Guadrio metà di una somma che il defunto mio cugino aveva messo sullo. Banca Garavaglia a Milano, sotto il mio nome. Non volevo approfittare del diritto di legge per pagare in carta e dalla Banca non potevo avere che carta, per cui ho pregato