Rassegna storica del Risorgimento
VISCONTI VENOSTA EMILIO ; VISCONTI VENOSTA GIOVANNI
anno
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1942
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pagina
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721
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Nove lettere di Emilio e Giovanni Visconti Venosta 721
vecchia amicizia, dò produsse politicamente gravi danni, come sempre quando si spezza la concordia. Un grande esempio in contrario co lo diedero sempre i Piemontesi. In Piemonte il mirabile accordo tra le popolazioni e i loro uomini politici non è cessato mai, per nessun motivo, per nessun evento. Pochi uomini, per esempio hanno incontrata maggiore impopolarità in certi momenti del Lamarmora, del Sella ecc. ecc. eppure questi venivano contemporaneamente eletti nei loro paesi alla quasi unanimità. Questo è ciò che fa del Piemonte il paese più forte d'Italia, e i forti sono quelli che comandano. Invece nelle altre provincie se il proprio deputato non faceva subito miracoli., lo si piantava; così molti uomini influenti furono abbandonati, e mentre si gridava contro il piemonte-sismo gli si apriva al tempo stesso la strada. Il collegio di Tirano fu in Lombardia una delle poche eccezioni.
I piemontesi sanno per pratica che so un deputato non vale da solo a impedire una legge cattiva, pud valere però in date circostanze a ottenere dei benefici considerevoli a un dato paese, quando lo si vede appoggiato dalla costanza e dalla compattezza dei suoi, e quando si acquista autorità con la lunga abitudine parlamentare.
Quelli che credono cambiando il deputato ogni volta di ottenere prodigi, mandano ogni volta un novellino a cui in Parlamento nessuno bada. E non è neanche col mandare dei deputati nemici del governo che si possano ottenere dal governo maggiori benefici.
Molte cose sono venute pur troppo a sconvolgere e a irritare lfopinione pubblica, in causa di una assimilazione governativa tra paesi di abitudini diverse. Le imposte diventarono oltre modo gravose, perchè male amministrate non rendono. In questo stato di cose c'è chi crede che a poco a poco col correggere gradatamente, si arriverà a mettere ordine e ad amministrare meglio. Altri credono che mettendo tutto sossopra da capo si troverà l'ordine subito e sparirà il malcontento come spariscono le pallottole in un gioco di bussolotti. Felici quelli che hanno questa illusione, ma io non auguro al paese di farne Vesperienza.
Intanto io le ho fatta una troppo lunga chiacchierata. Sono discorsi questi che mi
anno sempre appassionato e nei quali non mi è facile esser breve quando mi trattengo
cogli amici.
Mi creda sempre suo affezionatissimo
Giov. Visconti,.