Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1942
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pagina
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723
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LIBRI E PERIODICI
A PROPOSITO: DI UNA RECENSIONE
Nel nostro fascicolo III del corrente anno (maggio-giugno 1942XX) Paolo Romano ha recensito i tre volumi pubblicati a cura di F. Salata, I Costituti di Federico Confatomeli. Alessandro Lazio ci scrive la lettera che segue per rettificare alcune affermazioni del Romano. Pubblichiamo convinti che la polemica, quando corretta, porta la luce.
d. v. e.
Qn. Direzione.
Nella Rassegna Storica del maggio-giugno 1942. p. 432 sgg., Paolo Romano recensendo I Costituti Gonfalonieri rintracciali a Vienna dal benemerito F. Salata mi accusa di aver dimezzato a capriccio la durata dei lunghi estenuanti interrogatori inflitti all'accusato dall'inquirente Salvoiu.
Sta invece di fatto che nel mio volumetto del 1901: A, Salvotti e i processi del Ventuno, p. 83, ben lungi dal perpetrare qualsiasi adulterazione di documenti riferivo queste precise parole dell'inquirente: In sette costituti durati sette giorni per sette ore ciascuno si contiene tutta la storia della cospirazione qua! venne a sua notìzia o volle narrare Confalonieri.
Furono dunque ben 49 ore incalzanti di fuoco!
L'accenno mio successivo di p. 146 a interrogatori relativamente brevi non riguardava affatto i costituti originali Confalomeri, 41 anni or sono irreperibili più che mai,
Mi riferivo ad altri processi, che avevo preso a studiare ncU'Arehivio di Milano: ma ben presto meglio orientato, nel vasto materiale feci doverose rettifiche nel grosso volume su Pellico-Maroncetti, che evidentemente Paolo Romano o non conosce o ha omesso di consultare benché risalga al 1903.
Ivi si legge a p. 27 che lo stesso Salvotti scrivendo al Mazzetti attribuiva la sua vittoria sul Foresti a un costituto asfissiante di due giorni consecutivi dalle 9 di mattina alle 6 di sera: al pari dello Zajotti (p. 218) che aveva costretto due assassini a confessare dopo due costituti di 15 ore per ciascuno in due giorni consecutivi.
Parlando perciò delle confessioni strappate, come ad un assassino, al Pellico le qualificai addirittura (p. 128) di stupro morale: e deplorando quelle brutalità attribuibili in parte all'art. 294 del Codice austriaco in cui ai vietava di interrompere i costituti dei confessi soggiunsi lealmente il fatto ignorato gravissimo che l'inquirente era stato Massone e fu obbligato a chiederne venia all'Imperatore (p. 226).
Completai insomma la ricostruzione storica dì quei processi politici del '21 con rigida imparzialità riconosciuta dai più autorevoli studiosi, e in fondo dallo stesso Paolo Romano, dacché ammette che molta parte di vero è stata ristabilita dal Lazio (p. 431).
Invece perciò dell'accusa gratuita che io avrei affermato cosa non vera circa la durata dei costituti (di sette ore per sette giorni!) avrebbe dovuto riconoscere chela linea del giusto e dell'equo era stata già additata du me con tanto scrupolo da non escludere (p. 218 del Processo PcIHco-Maroncalli) che i costituti originali sinora ignoti potessero rivelate inaudite brutture.
Ce ne furono nel processo Confalonieri ? Si potrà solo dirlo a pubblicazione compiuta: ma già nel primo dei tre volumi comparsi (pp. 28, 87,99,131) ai accenna a confessioni imprudenti e fatali dal Confalonieri, ignaro purtroppo ohe il ferreo silenzio gli assicurava la salvezza, mentre ogni menoma ammissione lo consegnava al patibolo.... o allo Spielberg.
Queste tesi svolsi nel mio volumetto del 1903 (Nuovi documenti sul processo Confalonieri) esateo nella produzione dei documenti, sicché ora viene citato spessissimo