Rassegna storica del Risorgimento
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1942
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pagina
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726
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726 Libri e periodici
progresso, insito nel moto fascista, né calcolata la genialità di un uomo che rappresentava una delle rare apparizioni di grandi personalità che registrala storia nel suo lungo processo. Bismarck lasciò scritto che la missione storico-religiosa del politico è quella d'interpretare il volto del Signore delle Nazioni, ma egli non può mai creare checchessia: deve osservare fino quando ode il passo di Dio risonare in mezzo Agli eventi. E quello il momento in cui deve balzare sulla pedana: tutto il suo compito è qui. Ma chi veramente si era accorto in Italia, specie tra coloro che si perdono nella casistica e nella cronaca, che le vecchie dottrine erano ormai morte e per sempre e che bisognava tendere con ogni mezzo verso un nuovo cammino ? Paurosa condizione codesta di un popolo di 40 milioni di abitanti da educare polìticamente in modo da essere all'altezza dell'imperativo storico dell'ora: ce avanzare e distribuire giustizia a se stesso e agli altri; poiché l'infame trattato di Versaglia aveva privato la Germania delle colonie e aveva chiuse le porte coloni ah all'Italia. Povero di oro e di materie prime, semibolscevizzato, con la piaga di Adua nel proprio petto, esso andava sempre più, smarrendo il senso della gloria avita e dell'avita tradizione; e a lui irridevano gli exalleati della grande guerra inviandogli in casa gli, agenti provocatori. Il dramma della responsabilità saliva in primo piano e con esso il problema della necessità nazionale e della libertà internazionale. Orbene, dopo vari secoli di servitù e di inabissamento, vi è stato un mutamento di scena che ha attualmente il suo pieno svolgimento con la più alta tensione ideale e con una coscienza sempre più acuta della volontà e del dovere. L* Italia anela a liberarsi dalla servitù presente, e si richiama all'uopo alla prisca grandezza, alla grandezza aurea di Roma. O diventare un popolo responsabile nella nuova storia del mondo o perire: questo il verbo italico della nuova èra, questa la rinascita interiore, che porterà sempre più a eventi grandiosi. Di essa il massimo propulsore è indubbiamente Mussolini, che incarna, figura originalissima, la volontà di potenza e di giustizia della razza nostra, eletta tra tutte le altre, e avente oggi più di ogni altra in sé una tendenza nuova, capace di dare alle umane vicende un nuovo avvìo. Qualunque siano gli apprezzamenti individuali sui modi adoperati dal Fascismo per combattere con energia i mali esistenti, nessuno storico può negare che Mussolini ha trasformato l'anima degli Italiani. Pensando ad un' Italia povera, discorde, scettica, quaTegli l'ha trovata, conviene riconoscergli l'audacia che ebbe Cristoforo Colombo di andare a scoprire, con tre caravelle, l'America, eroe autentico tra gli eroi falsi e bugiardi. In questo senso a parere dell'A. si può chiamare l'inviato o il messo di Dio, e cioè non solo l'uomo della sua Nazione, ma anche la guida dell'umanità.
Certo non si può giudicare rettamente un fenomeno cosi complesso, è così vario di aspetti e di metodi, quale il Fascismo, con i soliti concetti tradizionali, ormai inadeguati, della morale, della giustizia e della politica. È tempo, secondo l'A., di avere della storia una concezione aristocratica, la sola concretamente spirituale e al disopra di ogni sorta di scetticismo; la quale consiste nel rintracciare, negli accadimenti, più che la logica naturale delle cose, il valore profondo della personalità e della genialità.
In base a tale criterio divengono anche vane le discussioni se il periodo fascista sia un liberalismo depurato e perciò una ripresa o non piuttosto uno sviluppo del Risorgimento: esso, pur richiamandosi ai principi fondamentali della tradizione, più che una continuazione è un moto originale, essenzialmente rivoluzionario e giovanile, e perciò stesso creatore di un nuovo sistema di vita. Il Castellano sostiene* contro le asserzioni dei cosi dotti teorici, che il Fascismo non è tosi e antitesi, ma è sintesi. Sintesi tra Pultraconservatorismo imperiale e l'ultraprogressismo bolscevico. Dando al proletariato istituzioni proprie e inculcandogli la convinzione della necessità dell'educazione etica, esso ha risolto egregiamente il problema storioo-fìlo-sofico del tempo attuale, che tende a contemperare l'autorità con la liberta, il progresso con l'ordine, la nazione con il mondo.