Rassegna storica del Risorgimento

anno <1942>   pagina <728>
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728 Libri e periodici.
con l'esposizione delle caratteristiche naturali, vengono indi esaminati i problemi inerenti alle condizioni politico-economiche e demografiche, schema che, come osserva giustamente il M., è comune agli altri studiosi del tempo..
La descrizione della regione è fatta con realismo e con esatta visione dei mali dei Paese. E importante osservare che il Galanti si preparò a quelle visite e alla redazione dei suoi rapporti con il maggiore scrupolo, non solo con indagini dirette, ma anche chiedendo ragguagli per lettera ai maggiori corrispondenti .
Da dette relazioni appare che, tranne poche eccezioni a carattere essenzialmente artigiano, le industrie sono quasi del tutto inesistenti, minimo il commercio, l'istruzione è scarsissima, la moralità deficiente ed il numero dei nati illegittimi tanto grande, che lo scrittore sente il bisogno di richiamare l'attenzione del Governo su questo particolare.
Non molto diversa deve essere stata la descrizione delle altre parti del Regno, per cui esistono le relazioni dello stesso A., che giacciono in gran parte ancora inedite. E da augurarsi, pertanto, che il Monti voglia intraprenderne l'edizione, compiendo còsi opera sommamente utile alla conoscenza esatta delle pfovincie mcriodionali nell'ultimo decennio del sec. XVIII.
Completano il volume altri interessanti studi condotti per la maggior parte su epistolari inediti.
Alcune lettere di A. Genovese valgono ad illuminare i suoi rapporti col Pontefice e danno modo di precisare la grafia del suo nome.
Per quanto riguarda Guglielmo Pepe (Dui carteggio inedito di G. P., e Nuovi docu­menti su G. P. eia difesa di Venezia) si rimanda al volume pubblicato dall'A. nella col­lezione meridionale di ZanottiBianco. Interessa però nel primo dei suddetti saggi una lettera del 23 marzo 1850, da Parigi, per un acuto giudizio del Pepe su Vittorio Emanuele: ... Il giovane re Sardo perseverando a ben condursi, e quel di Napoli perseverando nel suo crudele dispotismo salveranno l'Italia (lett. VIH, p. 368).
Vi è infine un'utile appendice in cui sono passate accuratamente m rassegna le
più notevoli pubblicazioni sulla storia pugliese del periodo borbonico, apparsi negli
anni dal 1931 al 1937.
GIUSEPPE CONIGLIO
ALFREDO ZAZO. La politica estera del Regno delle Due Sicilie nel 1859-60 Napoli, Miccoli, 1940 (R, Deputazione di Storia patria. Collana storica, H), in 8, pp. XXXIV-457. L. SO.
Nel biennio 1859-60 il Regno delle Due Sicilie, raccogliendo l'eredità di un ses­santennio di direttive politiche retrograde ed inintelligenti, si veniva a trovare, davanti all'iniziativa nazionale del Regno sabaudo ed alla intricata situazione europea, nella più difficile posizione diplomatica. L'isolamento era ormai completo non solo di fronte all'opinione pubblica interna e per spiegare ciò basta ricordare gli avvenimenti del 1799, del 182021 e del 1848-49 , ma anche di fronte ai vari Gabinetti europei le cui disposizioni, abilmente sfruttate dal Piemonte, non poterono in alcun modo riuscire favorevoli alla debole e quanto mai incerta diplomazia napoletana.
Lo Zazo, che in tanti anni dt studi è diventato profondo conoscitore della vita politica napoletana, presenta in questo BUO esauriente lavoro una particolareggiata analisi di questa situazione, e disegna una minuta storia della vita diplomatica napo­letana nell'ultimo biennio di esistenza del Regno borbonico. Il lavoro dello Zazo che viene a colmare con grande diligenza una lacuna nel campo di quegli studi di storia diplomatica tanto coltivati in questi ultimi, anni, rende facili alcune osservazioni sulla fine del Regno borbonico.
È uno Stato ancora perfettamente organizzato nei quadri amministrativi e diplo­matici, quello che cade nel 1860 senza alcun ultimo sprazzo di gloria, senza alcuna rea­zione vitale o almeno significativa. La documentazione di quel che dico il libro dello