Rassegna storica del Risorgimento

anno <1942>   pagina <730>
immagine non disponibile

730 Libri e periodici
In tanto fallimento di lince direttive, si comprende come il tentativo piemon­tese di riavvicinamento, affidato nel giugno del 1859 al Salmour, coincidendo con il tentativo del Filangieri di riacquistarsi l'amicizia francese sostituendosi al Piemonte nelle sue buone relazioni con Napoleone UT, cada nella massima ostilità, e sia ripreso molto più tardi, ma questa volta da parte napoletana verso un Piemonte che ormai non ha più alcun interesse a rovinare nel compromesso diplomatico la magnifica azione iniziata da Garibaldi. Tutte le occasioni vanno cosi perdute per la diplomazia borbonica, in una politica caparbia che vuole e non vuole, che si ostina nel non concedere e si ritrova in una situazione disperata ed è allora disposta a concedere tutto, quando ormai è troppo tardi. Tipico, per esempio, l'atteggiamento nei riguardi di una Confederazione italiana caldeggiata da Napoleone III, che avrebbe mirato a far tacere il Piemonte sugli affari di Napoli e dello Stato Pontificio ed a togliere, di conseguenza, ogni forza ad un Regno dell'Alta Italia: un disegno, quindi, che sarebbe stato molto vantaggioso per il Regno delle Due Sicilie; invece esso viene osteggiato in principio, e ripreso quando non è più attuabile per la nuova situazione creata dalle armi di Garibaldi. Alla fine la monarchia borbonica, nel pieno isolamento diplo­matico, correrà verso la Costituzione e quindi verso la fine. Il Russell, del quale più volte si possono leggere nel volume giudizi sintomatici sulla situazione napole­tana, dirà allora all'incaricato napoletano queste significative parole: Non posso far altro che esprimere il mio dispiacere, forse per l'ultima volta, che il Re delle Due Sicilie, il cui spirito e il cui coraggio è indubitato, non abbia evitato la imbaraz­zante posizione, conseguenza di non aver ascoltato i consigli dei più saggi, liberali ed iUuminati suoi sudditi.
Questa politica, che il Brenier definiva nelle parole se renfermer dans l'expe-ctative et l'immobilité et attendre ainsi le déVeloppcment des évènemeuts quel qu'il soit, viene studiata ed esposta dallo Zazo in uno studio quanto mai analitico un disegno più sintetico della linea direttiva napoletana è premesso nella Prefazione , ricco di note accuratissime, di biografie dei vari personaggi dei quali si parla, di cenni bibliografici molto aggiornati. Gli inediti sfruttati dallo Zazo sono numerosissimi e contribuiscono ad articolare nei particolari la narrazione, che diventa così molto documentata. Ed è specialmente interessante e talvolta anche curioso vedere i fatti ben noti delle spedizioni di Garibaldi, Medici e Cosenz dal punto di vista poco abituale della diplomazia napoletana. Ne viene l'impressione di una diplomazia quanto mai attiva, ma anche irrimediabilmente meschina, e, nel complesso, di uno Stato alla deriva nel fallimento e nella rovina di ogni linea direttiva. PAOLO ROMANO
Biblioteca del Risorgimento Pugliese, diretta da MARIO SIMONE, sotto gli auspici del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. II: FRANCESCO GIORDANI, Francesco Paolo Bozzetti, filosofo e ministro pugliese del sec. XIX, Foggia, Studio Editoriale Danno (1940-XVHI), in 16 o, pp. 64. L. 5; HI: ERNESTO PONTIERI, 1 Fatti Lucermi del 1848. 2 edizione riveduta dall'autore, ivi (1940-XTX), m 16, pp. 58. L. 5. IV: CARLO GENTILE, Giuseppe Ricciardi, ivS 941-XIX), in 16, pp. 52. L. 5.
Questa Biblioteca del Risorgimento Pugliese, della quale altra volta ci occu­pammo (anno XXVn, pp. 771-775), è una solitaria e simpatica iniziativa dell'avvo­cato Mario Simone, presidente del nostro Comitato foggiano, albi quale mancano, evidentemente, i mezzi per raggiungere l'ampiezza e la dignità, alle quali aspira. Ed è veramente peccato che non sia altrimenti, perchè nessuna regione, forse, dell'Italia meritE'ppplQ è stata, come la Capitanata, messa da parte dai buoni studiosi della storia del Risorgimento. Tanto più, quando ai pensi alla vivace sensibilità rivoluzionaria del paese, sempre in linea, dal 1799 ai 1922, in tutte le epoche di segnalati rivolgimenti