Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1942
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pagina
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735
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Libri e periodici 735
metodi adoperati dagli scrittori inglesi per controbattere la documentazione maltese sui primi anni di vita della cosiddetta Diarchia, avrebbe saputo che essi si sono, generalmente, sollazzati a rilevare, con Yhumour ad essi peculiare, gli svarioni grammaticali e storici, le false date e i falsi dota, le lacune, le stroppiature di nomi e altre mende ancor più formali, nelle quali incappavano i modesti e ingenui contraddittori, per dedurne 1* infondatezza di ragionamenti e di esposizioni storiche campate su cosi deboli pilastri culturali. Metodo iniquo, che ricorda quello di certi frettolosi esaminatori di tesi universitarie, ma alla cui violenza non. si sfugge senza rimettere le cose bene a posto, correggendo errori, curando l'onomastica e l'ortografia, colmando i salti nella catena dei fatti.
Annotare tutti gli errori formicolanti in questo libretto è fatica improba. Accenneremo qualcuno. Non poteva l'Arrigoni procurarsi il testo originale della donazione di Carlo V (pp. 17-19)? Dove ha appreso che la battaglia di Lepanto segnò la decadenza ... definitiva della marineria ottomana (p. 20)? A menarle buona, ai capisce, l'idea che il Grande Assedio del 1565 fu una disfatta marittima dei Turchi (ivi), quando è risaputo che i capitani italiani sconsigliarono Don Garda di Toledo dal tentare la battaglia per mare, che avrebbe, a loro parere, compromessa la sorte, non solo di Malta, ma della Sicilia e dell'Italia tutta, come opina secondo ragione di stato l'autore di una di quelle memorie contenuta nel Codice Borghese, serie I, 596 dell'Archivio Segreto Vaticano. che mai saranno le commissioni d'inchiesta mandate dalla Curia Romana a Malta per la dubbia osservanza religiosa dei Cavalieri (p. 21)? Pensa, forse, l'Arrigoni all'istituzione dell'Inquisitorato, la cui ragione politica e religiosa, bellamente studiata da chi scrive, è tutt'altra, e la cui equivalenza istituzionale a una vera e propria Nunziatura permanente escludeva, sin da principio, l'invio di apposite commissioni d'inchiesta ? Ma son favole. L'Arrigoni non sa nulla di questo; e confonde (p. 25) la celebre relazione di Federico Borromeo (che, tra parentesi, quando era inquisitore, proprio per essere tale, non era proprio niente cardinale) con una imaginaria relazione d'inchiesta, e via di questo passo. Né mostra miglior intelligenza (pp. 26-27) della complicazione internazionale alla quale dette luogo la convenzione di protettorato tra Paolo I di Russia e l'Ordine Gerosolimitano, che divenne, come dicevamo, uno dei pretesti per onestare l'attacco napoleonico all'Isola.
Siamo ancora all'introduzione, e seguono quattro capitoli. Non stancheremo il lettore. Gli daremo un per finire, un'insistente papera ortografica, dietro la quale si cela ben più grave errore, diciam così, metodologico. L'Arrigoni, sulla scorta di un mediocre autore, che non cita, e che noi non cercheremo per non fargli troppo e immeritato onore, chiama sempre Onorato Bress, con due s, il notissimo autore della Malta antica illustrata. E, manco a farlo apposta, tra pagina 160 e la seguente, inserisce una riproduzione del rame di G. Calleja, ove il Bres si chiama, naturalmente, Bres. Vero è ehe, nella notìcina corsiva del pie di pagina, l'autrice lo ritorna Bress, e. Dio sa cornei, lo presenta come antesignano dell'irredentismo maltese, quando, nei brani del suo celebre memoriale, dei quali ella imbottisce lietamente un buon quarto dell'ultimo capitolo (pp. 159-171) del suo libro, il Bres, pur usando fierissime profetiche parole di minaccia contro gì' Inglesi, mai tocca dell'italianità di Malta, di quello italianità, che, in sostanza, e il nòcciolo essenziale di ogni irredentismo. I nomi inglesi, poi, sia detto di passo, sono regolarmente straziati (Burraws a p. 158, Grahm a p. 162, Windam a p. 163). Per non dire di Caribi (monsignor Bres voleva dire Caraibi), che non è inglese, ma per l'Arrigoni divento Caribin.
Saran tutte prodezze del* tipografo. Ma quello, ohe del tipografo non è certo, è iì fatto che, a p. 171, noto (1), si pretende che tutti i brani della lettera del Bres siano citati testualmente (ci sono le virgolette!) dalle pp. 302-316 della Raccolto di varie cote antiche e moderne utili e interessanti riguardanti Malta e Goxo anche il tìtolo non è citato con questa nostra modesta esattezza , che il barone Azzopardi pubblicò.