Rassegna storica del Risorgimento

1857-1859 ; AUSTRIA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1942>   pagina <764>
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Lina Gasparini

austriaci. '* Carattere diverso dalle altro hanno poi le relazioni da Parma : non sono opera di confidenti a ciò incaricati e pagati, bensì di un privato ligio all'Austria e amico di qualche pezzo grosso del Governo o della Polizia di Venezia, il quale crede di giovare alla sua piccola patria riferendone le condizioni, le simpatie crescenti per il Piemonte; e coglie l'occasione per sfogare qualche sua antipatia personale.
Voci diverse e lontane tra loro, ma tuttavia capaci di darci, con i loro molteplici elementi, l'intonazione di quel periodo in cui, attra­verso incertezze, sacrifici, lotte di ogni genere, si andava preparando la nostra unificazione.
LINA GASPARINI
L
{Tedesco nell'originale). Corrispondenza privata da Parigi.
Venezia, 10 maggio 1857.
Le comunico Ja notizia che domani sarà concretato da parte del Governo francese l*accordo per l'inizio della nuova ferrovia fino al Varo con traforo del Moncenisio, e ciò col pieno consenso del Piemonte. Questa notizia, oggi diffusasi, controllata auten­tica, diede origine a molti discorsi nelle alte sfere diplomatiche. Si vuole che il Governo francese si sia deciso a questo passo in seguito all'avvenuta alleanza tra l'Austria e l'Inghilterra, che suscitò malcontento presso Napoleone IH.
A ciò si aggiunse anche l'impulso che il Granduca Costantino vi ha dato qui. Adesso il Piemonte alleato con la Russia: che commedia!
Gli imprenditori delle ferrovie ungheresi non trovarono qui nessun appoggio, perchè questi capitalisti non hanno alcuna fiducia nel loro Governo (austriaco). Al contrario, una grande compagnia della Germania si è offerta di costruire per 160 milioni e più di linee ferroviarie in Piemonte; una di esse sarebbe quella che porta nei Ducati. In questi giorni i boulevards qui sono letteralmente coperti di bandiere francesi e russe; molto scarse invece son quelle inglesi.
Ginevra, 8 giugno 1857.
Il noto profugo milanese Zamperini, uno dei principali fautori della rivolta, ha aperto qui un negozio di cappelli.
Picozzt, uno dei fidi di Mazzini, è di nuovo tornato qui. Pcscantini è a Genova.
.L'intento principale del partito della rivoluzione e l'assassinio di Luigi Napoleone.
Con questa missione devono esser stati mandati in questi giorni molti emigrati dalle
Homagne a Parigi.
L* i. r. Direttore di Polizia
Martine.
i) Sui moti del 1857 a Livorno o sul viaggio di Pio IX nello Legazioni in quel­l'anno ho pubblicato alcuni documenti su queste pagine: LINA GASPARINI, ReUuioni inedite sui movimenti rivoluzionari del 1857 in Italia all'Archivio di Stato di Vienna, in Rassegna Storica del Risorgimento, luglio-agosto 1934.
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