Rassegna storica del Risorgimento
1857-1859 ; AUSTRIA ; LOMBARDO-VENETO
anno
<
1942
>
pagina
<
775
>
Relazioni detta Polizia politica austriaca, ecc. 775
coli* intelligenza, che avessi par continuato, e giunto ad aver dati certi, avessi tutto portato in Polizia; ed il Governo avrebbe poi pensato. Mi trattenni altro tempo in Trieste, poi partii per la Toscana col mio vero nome, indi tornai a Trieste e da qui in Ancona.
Giunto nou appena in questa Città consegnai al sensale di granaglie Giambattista Damiani lettere di Carlo Ciriali, queste parlavano definitivamente d'interessi: gliene consegnai poi tre, datemi da Francesco Narducci, e queste trattavano d'affari di setta: ricordo poi, che una di dette lettere era diretta al negoziante di manifatture Giannini altra ad un certo Vrieri o Vieri negoziante di Libri; ansa viaggiatore, e la terza a Bernardino Banderoti, ma questa però non so di che cosa trattasse, posso accertare che non riguardava affatto affari politici.
Tre o quattro giorni dopo in cui io era giunto in Ancona, e fu nel luglio 18SS fui mandato solo dal suddetto Giannini in Jesi dai fratelli Misturi, ai quali consegnai una lettera, la quale non so cosa contenesse.
Ritornai da Jesi in questa città, e nella sera dopo vi fu riunione nel gioco di boccie fuori di porta Calamo nella quale 1* intervennero: Giannini, Vrieri, Marcellino Lai tanzi, Federico Baccarini, Giulio Paoli, Azzeni detto il Guerriero, un tal Piantini giovane nel negozio Gianini, MencuCci dr. Medico, Giambattista e Francesco Peratoner, Francesco Nei detto Pacchio, Carlo Osmani, Giovanni Osmani, calzolaio, Giulio Tazzi, Pietro Camilucci detto 11 Sellar etto, un tal Gasp arri pittore, Ribi chini detto Clarinetto cane-pino ed un sig. giovanotto di cui non ricordo presentemente il nome.
In questa riunione si cenò, si fecero dei brindisi in favore dell' Italia, e s'imprecò contro il Governo Pontificio ed i sui Capi.
Detta riunione avvenne ora che meglio ricordo nel mese di Luglio 1855 in tempo del colera.
Tre o quattro giorni dopo a detta riunione avendo lettere di Narducci, Mazzoc-cato e Sorgato di Venezia da ricapitare ad un tal Gasperrini, mi pare, che si chiami Luigi, da Monte Santo, mi portai in detto paese in cerca di lui, quale avendo rinvenuto gli consegnai le lettere, ed egli mi fece la confidenza: che il Capo, e Direttore Generale della Setta nello Stato Pontificio e Linea Adriatica del Regno di Napoli è un tal Casablanca agente dei beni di proprietà di Napoleone IH Imperatore attuale di Francia abitante come credo ora nel porto di Civitavecchia, ed ora in quello di Férmo.
Le lettere, ohe io consegnai a Gasperrini di Montesanto erano commendatizie per Genova, ove credo bene, che lo stesso Gasperrini poco tempo dopo vi si recasse.
Lo stesso Gasperrini poi mi nominò diversi affiliati alla Setta di quelle parti, fra i quali ricordo untai Pietro Pone! di Montesanto, Luigi Garancini di Recanati,, Gasparrini, mi pare Giovanni di Loreto, ed un certo Ferretti pur di detta Città.
Dopo ritornato da Montesanto in questa città mi trattenni pochi giorni, e partii nuovamente per l'Impero d'Austria, ove poi fui carcerato per la causa, per là quale sono stato condannato.
Trasportato in queste carceri, ove giunsi nel giorno 29 Febbraio 1856 anno scorso, fui processato e condannato,
Stando in carcere ho sempre continuato a tener relazione con questi di fuori, e condannato feci istanza a S. E. R. Monsignore Amici per la grazio, promettendo anche questo rivelo, ma siccome fu in quell'epoca in cui il detto Monsig. stava per partirsene, forse non ebbe tempo di ascoltarmi, per cui n mio rivelo è stato protratto.
Continuando adunque a tenere delle relazioni seppi, che le mire dei settarii di questa città erano rivolte: u disfarsi in Roma dell'E. Signor Cardinale Antonella