Rassegna storica del Risorgimento

1857-1859 ; AUSTRIA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1942>   pagina <777>
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Relazioni della Polizia politica austriaca, ecc. 777
Dopo di che ritornai nel posto fuori della porticina della camera ove entro si stavano il Fontana, il Paradisi, e lo Stramazzi, intesi che questi diceva parlando di Bai-doni, che erano un'uomo alla fine, che faceva il suo dovere, e che non faceva del male a nessuno, e parlando poi del Maggiore Zambelli diceva, che meno alcune birbonate, che aveva fatte nel 1844 e '45 in cui era Maresciallo, del resto sembrava che si fosse rav­veduto; e Fontana intesi che gli soggiunse: Che noi il Consiglio già li ha condannati.
Da quanto intesi pareva, che Stramazzi dissuadesse il Fontana a non fare tali porcherie, e conobbi pure che si lasciarono bruscamente.
Isella mattina 31 marzo scorso circa le 5 ante seppi per mezzo del cuoco delle Carceri, di nome Pasqualino, che nella sera Baldoni il maresciallo era stato grave­mente ferito, mediante esplosione d'arma da fuoco, e circa le 6 antem. anche prima, intesi un fischio, mi pare proveniente dalla Segreta n. 6 di sopra, che chiamava ad un altro, ma non posso asserire precisamente se al 2 di sopra o al 2 di sotto ed intesi quello del n. 6 che disse: Chi sa come stia l'ucelleto e poi seppi che nel xu 6 c'era u Sellaretto ossia Pietro Camilucci.
Nella mattina stessa, andando per i corridoi, faceva 5ù, oà nelle bocchette delle segrete e giunto nel n. 6 per vedere il nuovo carcerato, vidi il detto Sellaretto, a cui avendo dimandato per qual motivo si trovasse in carcere, mi rispose: Che vuoi ti dica? per un ucelletto!!.
Più tardi nel distribuire la spesa, quando fui nel n. 4 di sopra vi trovai carcerato il Canepino Giulio Tazzi a cui dissi: Ohe! Giulio ? che e mi sei venuto a far compagnia? ed egli mi soggiunse: Che vuoi che ti dica! e ponendo la testa fuori della boc­chetta mi disse: Dimmi un poco? Sai come stia Baldoni? al che io risposi e perchè? che forse stai carcerato per questo ? ed egli mi rispose: Che vuoi che ti dica? dimandalo un poco a Ferdinando Deales se lo sapesse lui?.
Andai da Dealea, che stava alla segreta n, 5 e gli dissi: Ohi Deales mi manda Tazzi a dimandarti se nulla sai di quell'affare ? od esso mi rispose, che non ne sapeva niente, e che avessi io procurato di scoprire qualche cosa dal Sellaretto; in quel mentre il Custode mi gridò ed in tutto quel giorno non parlai più con alcuno.
Nel Martedì subito seguito il ferimento in danno del maresciallo Baldoni, circa un ora dopo il mezzo giorno venne nelle carceri il fornaio Mazzo, e mangiò col con­dannato Annibale Marinelli, colla di costui moglie e col secondino così detto Fichetto, i caccialepri, ed altra roba.
Dopo che costoro ebbero finito a mangiare Marinelli, ed il Mazzo si possero a parlare un poco in disparte, ed intesi che il Marinelli dimandò al Mazzo come stava quel l'Otto, parola loro, che vuol dire Gendarmi, spie, ed Impiegati politici, e Mozzò intesi, che gli rispose collo precise; È andata male, ma chi sa? ed io arguii subito, che parlassero di Baldoni,
Ieri a mattina di buon ora, sulle ore 6" circa antem. intesi* stando nelle corsie delle Segrete* che il Sellaretto, il Deales, ed il Tazzi parlavano fra di loro dalle rispettive segrete e capii che erano anziosi di sapere cosa avessero detto negli esami gli Sternuti. Allora- io mi sono alzato e sono ondato dal Sellaretto a dimandare se voleva, che par­lassi io cogli Stemmi ed avendomene data rincombcnBa, ci andai realmente, scorse un pajo d'ore portai la risposta al Sellaretto a cui dissi, che gli Sternini erano mezzi matti, ed io nulla ci aveva potuto rilevare: allora il Sellarono so no mostrò dispiacentissimo per cui io gli dissi: ma se nulla hai fatto, cosa stai a pigliartene tanto? egli mi dette tm*aggruceiata di spalle, e mi coneluse, che nulla aveva fatto, per cui lo avrebbe lasciato come lo aveva lasciato nello altre volte, in cui era, stato carcerato.