Rassegna storica del Risorgimento

1857-1859 ; AUSTRIA ; LOMBARDO-VENETO
anno <1942>   pagina <791>
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Relazioni della Polizia politica austriaca, ecc. 791
sempre più preoccupante. Secondo un telegramma giunto ieri al Duca Roberto, la Duchessa è in via di miglioramento.
H Console francese è giunto a Parma: appartiene a una famiglia che si è sempre segnalata per i sentimenti bonapartisti. Franceschini.
(Annesso al precedente).
Ai Ministri dei Ducati di Parma, Piacenza, ecc.
m Permettete, o Ministri, che gli abitanti di Parma, facendo uso di libero e franco linguaggio, vi dirigano la parola, e chiamandovi davanti al tribunale della pubblica opinione vi accusino delle ingiustizie e brutalità che vi compiaceste per lo spazio di un trienmo prodigar loro, affinchè in tal modo il mondo conosca quale sia veramente il genere di giustizia e d'umanità che informano gli animi vostri; le quali per essere spesso nei vostri proclami usate, nelle vostre conferenze vantate non mai tradotte in azione possono certamente trarre in inganno gli uomini degli altri paesi.
Ministri! non è tanto lontano quel tempo,,in cui l'ubertoso paese, di cui tenete ora il regime, acquistossi un giorno nella Storia Italiana il titolo di stato modello. E tale titolo a buon diritto si meritava in quanto che retto da savie leggi, da ottime istituzioni veniva amministrato da uomini probi ed imparziali. Se non che quel tempo è passato: né il suo ritorno, per quanto da molti s'invochi, non sarà noi crediamo mai pia possibile, finché un ramo di una dinastia funesta a tutta Europa peserà col suo -feroce dominio sulla infelice provincia, dominio, il quale dovunque si estese, fu sempre fecondo di lutti e di miseria alle popolazioni.
Voi stessi, ministri, non lo ignorate. Voi stessi foste più volte freddi spettatori e strumenti dei mali che piombarono sulla vostra terra natale.
In un decennio, in cui i Borboni ripiantarono la loro sede fra noi, il bastone, la galera, l'assassinio legale furono gli unici frutti, che ne derivarono all'infelice paese.
E mentre l'irraggiamento dell'odierno progresso fa sentire al mondo civile il bisogno di libero e lieto vivere, voi, ad imitazione dell'Austria, eterna nostra nemica, rimanete immobili ed impassibili al potente grido di quelle invocate liberta. Anzi quando la popolazione, attratta dalla forza invincibile del progresso, forse per doman­darvi la concessione di un delle più. misere fra esse, voi rispondeste allora, come sempre, col piombo e colla galera, colla deportazione. Tristo spettacolo, il quale avendo coperto voi d'obbrobrio, fece inorridire 1* Europa civile.
Tolga Iddio che la popolazione di Parma abbia a* dolersi di tutti i patimenti e di tutte le angoscio sofferte negli ultimi anni.
In confronto dei sacrifici, che chiede 1* Italia per redimersi, essi furono ben piccoli e scarsi. Essa si duole solo per voi, che, nati Italiani, fratelli nostri, nostri concittadini, v'infamaste coll'imbra(.lare le mani di sangue fraterno. I nomi dei parecchi popolani da voi col ferro dei vostri sgherri assassinati tra i quali quello di un innocente stanno là, registrati nella Storia e incancellabili nella memoria del popolo, a perpetuo vostro supplizio ed infamia.
Né basta: altri delitti di brutalità or ora vi contaminarono, parliamo dell'esilio col quale colpiste altri 8 dei vostri medesimi fratelli. Nuovo atto nefando il quale ove aveste avuto un'ombra di pudore e spirito umanitario, come vantate prima di consumarlo, ne avreste rejetto do voi il pensiero, come una tentazione.
Sospinto in tal guisa il vostro piede sull'orlo del precipizio non foste più capaci di dare addietro, che anzi giù giù precipitaste fino a diventare accaniti oppressori