Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; TRAPANI
anno <1942>   pagina <807>
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Documenti storici del Risorgimento ecc. 807
ILI. - LETTERE 01 VINCENZO FARDELLA, MARCHESE DI TORBE ARSA E DEL FRATELLO ENRICO AL FRATELLO GIAMBATTISTA
N. B. Assai di frequente in queste lettere precede la parte, più lunga o più impor­tante! del fratello maggiore; segue, nello stesso foglio, la paste scritta dal minore e la si riporta quando non riguarda affari privati. La lineetta servirà a distinguerle.
1. Genova, 14 giugno 1850. Qualche avvenimento dev'essere successo u Palermo il 17 maggio. Per fortuna non ci sono stati arresti né la carneficina del feb­braio ultimo. Notizie contrastanti dalla Sicilia. Si attende l'arrivo di Nicolo Saura.
2. Genova, 12 luglio 1850. L'allontanamento dell'ab. Fiorenza dalla Toscana, sebbene egli sia un irrequieto, fa temere per il fratello e per gli altri vecchi siciliani. Condivìde lo sdegno di Pirajno per la storia del La Masa. Questi eroi a cappelli schiacciati, sono come le bolle di sapone, il menomo contatto li distrugge .
3. Genova, 19 (?) luglio 1850. Tutti i giornali parlano di amnistia per i Lombardi. Speriamo che eia serva di buon esempio al Re di Napoli. È giunta lettera da Napoli in cui si parla della promessa di una prossima amnistia generale.
4. Genova, 8 agosto 1850 (di Enrico). Notizie consolanti sullo spirito pub­blico in Sicilia. Lo stato attuale è simile a quello degli ultimi mesi del '47.
5. Genova, 15 agosto 1850 (di Enrico). La ferocia della reazione borbonica renderà gli uomini capaci di tutto.
6. Genova, 30 agosto 1850. Sente che il Ministro di Napoli non farebbe difficoltà per una sua andata in Toscana. Se dovesse stabilirsi in un'altra città preferirebbe Firenze.
7. Genova, 6 settembre 1850 (di Enrico). Continuerà a vivere nelle sue utopie ed a Genova perchè sa che il Governo di Napoli gradisce che la così detta buona emigrazione si restringa in Toscana sotto le larghe ale del governo Austriaco.
8. Genova, 12 settembre 1850 (di Enrico). La lotta del conte Manzoni contro l'emigrazione siciliana che si rifugia in Toscana è giusta. Chi vi vive è onesto ma non vero liberale. Con la teoria di far rifugiare i liberali sotto i governi assoluti, la Russia dovrebbe essere popolata di emigrati politici. Pirajuo all'ombra del Governo borbonico vuol rappresentare la vecchia scena.
9. Genova, 5 dicembre 1850. Non crede alle notizie di azioni in Sicilia. L'isola è la terra classica delle reazioni.
10. Genova, 12 dicembre 1850. Il Borbone negando alla Principessa di Butera di andare a Napoli si rivela peggiore dell'Imperatore di Russia che permette alle mogli degli emigrati polacchi di recarsi in Polonia. Se le notizie di agitazioni in Sicilia sono vere teme nuove sventure.
11. Genova, 19 dicembre 1850. La politica di pochi non conclude nulla. Meglio rassegnarsi.
12. Genova, 10 aprile 1851 (di Enrico). Persona venuta di nascosto dalla Sicilia assicura che nell'isola regna la tranquiI lite. La notizia ha chiuso per un momento la bocca agli eroi che gridano a Fontana Amorosa.
13. Genova, 6 ghigno 1851 (di Enrico). Il capitolo della storia del La Farina che riguarda la missione di Beltrani in Svizzera gli pare debba toccare la suscettibilità dell'amico.
14. Genova, 22 luglio 1851 (di Enrico). *- Gli occhi dei politici d'ogni colore sono rivolti olla Francia, dove maturano grandi avvenimenti. Se prevarrà la repubblica le Potenze del nord non resteranno indifferenti.