Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; SALMOUR,
anno <1943>   pagina <148>
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148 Giulio Del Bono
fossero allacciate relazioni più intime fra le due Corti a beneficio di entrambe. Ciò si sarebbe ottenuto senza difficoltà se a Torino e a Napoli si fosse considerata allo stesso modo la questione italiana . ')
Ma gli offici del Gropello non poterono neppure aver principio d'ese­cuzione perchè il 23 di quello stesso mese Ferdinando II, sebbene mala­to a morte, mandò a tutte le cancellerie europee la dichiarazione di neu­tralità imposta, diceva, dai suoi principi, dalla posizione geografica del reame, e dal costante desiderio di conservare la tranquillità nell'Italia meridionale. Il 29, poi, scrisse una specie di testamento politico,2) nel quale, dopo aver raccomandato al ministro degli esteri di conservare l'amicizia dell'Inghilterra e della Russia, questa legata a Napoli anche da comunanza di Governo, escludeva ogni alleanza con l'Austria, es­sendo la convenzione segreta del 12 giugno 1815 caduta in desuetudine né poter Vienna più, invocarla perchè l'aiuto prestato a Napoli per far cessare la rivoluzione del 1820 era stato decretato dalla speciale conven­zione stipulata a Lubiana, approvata dalle grandi potenze. H Re temeva che lo schierarsi con l'Austria, desse motivo a Napoleone di effettuare i suoi occulti disegni sul reame, sconvolgendo i trattati del 1815 e del 1849, opponendo cioè il principio nazionale a quello di legittimità, e sostituendo l'influenza francese all'austriaca, primo passo per un più vasto principio di supremazia. Concludeva che l'esercito fosse tenuto nel regno per mantenervi l'ordine e non si elargissero concessioni liberali o indulti.
In questo mentre Cavour aveva ripetuto al Gropello le precedenti istruzioni, raccomandandogli di tenersi buono il conte Leopoldo di Sira­cusa fratello di Ferdinando, partigiano di libertà temperate e d'una lega di principi italiani contro l'Austria. Ma 1' 11 maggio il legato rispose che l'intesa di Napoli col Piemonte era ostacolata pure dal partito anti­dinastico, perchè l'opposizione del Governo e il silenzio del duca di Calabria, principe ereditario, dimostravano chiaramente che nulla eravi da sperare dai Borboni.3)
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Dopo la morte di Ferdinando II (22 maggio), Cavour BÌ risolvette di mandare a Napoli il Conte Ruggero di Salmour, già segretario gene­rale al Ministero degli esteri, per esprimere al nuovo re Francesco II
') Cart. eit., 207.
2) É riportato dal BIANCHI, Storia documentata detta diplomazia europea, Torino, 1865-1872, voi. Vili, p. 121. Vegga* pure Cart. eit., 211-216. É Cart, eit., 213.