Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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221
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Alessandro Poerio e Giuseppe Montanelli 221
G. Cobianchi ad A. Poerio
LXXVIII. Mio Carissimo Poerio,
Rispondo finalmente alle tue lettere del 7 Agosto, 6 Settembre, 8 e 17 Novembre, e non mi giustifico del mio lungo tardare a farlo, perchè dal poco che ti ho fatto dire dal Barone D'Amico hai dovuto comprendere che la colpa non fu mia, ma tutta invece del cooperatore che m'hai imposto e che io non ho accettato che per farti piacere. In questa occasione ho avuto campo di convincermi sempre più quanto sia un pessimo sistema quello di servirsi di volontà collettive per menare a bene una faccenda la quale non richieda che un po' d'ingegno, e molta attività ed avvedutezza. Eccoti del resto la storia genuina dei fatti. Stefani, che convive con Leopardi, mi manifestò sulle prime il desiderio d'affidare la stampa a Didot, invece di Crapelct che aveva già indicato, facendomi riflettere che essendo il Leopardi in continui rapporti con Didot per la pubblicazione della traduzione della storia universale di Cesare Contò, saressimo stati meglio serviti ed a più buon mercato. Trovando giusta questa osservazione di Stefani lo autorizzai a stipulare per iscritto con Didot le condizioni per la stampa, ma Leopardi non attenendosi a questa mia importante raccomandazione gli consegnò senz'altro il manoscritto. Sul finire di Agosto cominciava Didot a mandare a Leopardi le prime bozze del primo foglio per le correzioni, ma da una parte tanto fu grande l'accidia di Stefani, e dall'altra tanto furono molteplici gli errori esistenti nelle successive bozze, che queste due circostanze unite a quella più straordinaria d'une émeute insorta tra gli operai di Didot* diedero luogo alla perdita di molti mesi. Iu questo lungo intervallo di tempo gridai, pregai e scrissi lettere sopra lettere a Stefani ed a Leopardi ma sempre inutilmente. Finalmente il giorno 13 di questo mese come lo vedrai dal biglietto di Leopardi qui unito, ') ottenni gli ultimi 400 esemplari, avendone già ottenuti 100 due giorni innanzi, de* quali 20 sono rimasti nelle mani di Stefani e di Leopardi. Dalla nota che ti acchiudo rileverai pure l'impiego di 64 dei 500 esemplari, e ciò a mio scarico. Quanto al conto finale te lo communicherò quando tutte le spese saranno Etate pagate da me. Intanto, come lo vedrai, dai due esemplari mandati ai Sig.rt Bonchet, l'edizione non è riuscita come io l'avrei desiderata, e questo inconveniente è imputabile a chi ha fatto il contratto con Didot, e non a me.
Sarebbe ora mia intenzione di spedirne 60 esemplari in Marsiglia, da dove i Sig* Bonchet da una parte ed il Sig.re Fontana dall'altra te li spedirebbero poco a poco e con grande prudenza costi. Avverti che ciò non m'impedisce di profittare di tutte le occasioni che mi si presenteranno in Parigi per mandartene successivamente degli altri. Ho un'altra idea, la quale però non effettuerò che dopo aver ricevuto la tua approvazione: eccotela, non sarebbe mole di spedirne un certo numero
1) Voici Ics 400 exemplnircs. OD ne m'a pas ancore envoyé le compie.
Tout à vous P. Leopardi.
Lcs 20 excmplaixei qui restcnt acront portagés entro monsieur l'Abbé et moi potn* en /aire cadeau x à nos amis.
13 Dee 1843. Leopardi