Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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222
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222 Nunzio Coppola
a Vieussieux {sic) di Firenze ed a Roggia di Lugano incaricandoli ambedue di vendere il libro a ragione di tre franchi l'esemplare, mediante une remise d'usage in loro favore.
10 credo che lo spaccio sarebbe colà bastantemente forte e che si ritroverebbe buona parte della spesa. Pondera questo mio consiglio e fa ch'io conosca presto la tua risoluzione. Tentare la vendita in Parigi mi pare tempo perso, ciò non per tanto, se lo vuoi, ne incaricherò Baudry.
La perdita irreparabile che bai fatto addi 15 passato Agosto è dolorosa e terribile quanto quella che ho sofferta io stesso nel giorno 9 settembre scorso. Tu bai perso il più. affettuoso de* Padri, ed io la più. amata delle Madri! Tale è, mio caro Sandrino, l'avvicendamento delle umane sorti sino a quell'ora che, né più ai dolori di questa terra saremo esposti, né più di conforti abbisogneremo. In tale comune disgrazia la tua Sorte fu migliore della mia; che t'ha dato tuo Padre prima di morire la Santa sua benedizione, e mia Madre invece è morta lungi da me e disereditandomi. La disapprovazione che le aveva inspirato il mio rifiuto d'implorare la disonorante amnistia del 1838 J) era sì profonda e si radicata nel di lei cuore che chiuse gli occhi al sole senza poter perdonare all'invariabilità delle mie opinioni. Disinteressato come lo fui sempre non soffro, sii certo, dell'ingiusta privazione alla quale mi ha condannato, ma mi è e mi sarà d'eterno dolorala freddezza che mi ha mostro negl'ultimi (sic) cinqu'anni della sua vita; e le parole severe colle quali nelle sue disposizioni testamentarie mi ha fatto segno del suo rancore Bono un barbaro ciliccio destinato a tormentar sempre il mio cuore. Abbiano riposo le sue ossa, che dalla mia bocca non uscirà mai una parola di biasimo diretta alla persona che ho immensamente amato e di cui, finché vivo, venererò la memoria. 2)
Scusa, mio caro amico, questo sfogo del mio cuore e compatisci al mio giusto dolore. I miei interessi venuti a male per le ragioni che ti. ho di sopra esposti, mi obbligano a pensare seriamente a trovare il modo di strascinare onorevolmente la vita (vita del resto che mi è venuta in odio) per cui tu non mi accuserai di negligenza se d'oggi innanzi io ti scriverò poco e di rado: ciò non per tanto credi al piacere vivissimo che avrò sempre uell'adoperarmi qui ed altrove in favore di te e de* tuoi.
11 Generale Pepe, che ti saluta, ti prega d'indicarmi la prima volta che mi scriverai, il nome dcll'aw.t0 impiegato qui dall'ottimo tuo Padre per le pratiche preliminari fatte per la naturàlisation de MonsJ de Turgonoff*) gentiluomo russo di tua conoscenza questo signore vorrebbe oggi dar seguito alla sua domanda ed amerebbe servirsi del patrocinio del medesimo aw.ta.
!) L'amnistia politica concessa dall'imperatore Ferdinando I d'Austria, in occasione della sua incoronazione, con decreto del 6 settembre 1838, concedeva il rimpatrio a quei profughi politici del LombardoVeneto, che ne avessero fatta espressa istanza all' Iniperatore.
2) II brano da La perdita irreparabile fino a questo punto fu pubblicato dal Croce nel eìt. Viaggio in Germania, insieme conia lista degli esemplari inviati, in nota, pp. 198-99.
3) Sic! È il celebre storico e uomo politico russo: Nicola Ivanovic Turgheniev (1789 1871), che vìveva profugo a Parigi, dopo alcuni anni di relegazione in Siberia, insieme con la moglie, una figliuola Fanny e un bambino, frequentando molti esuli italiani, tra i quali il Pepe, il Mamiani, il Tommaseo, P. S. Leopardi, ecc. È autore tra l'altro, della opera La Russie et leu Russe, pubblicata a Parigi nel 1847. Ne scrìsse di recente la vita il romanziere russo Boris Zaitsev (Tinca press, Paris, 1932). Cfr. anche: G. M. MONTI, JS'iltolaj Turghenev, il Mamiani e G. Pepe, amicizie di esuli, in VEuropa Orientale, a. XII, n. 5-8, maggio-agosto 1932, pp. 281287.