Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1943>   pagina <224>
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224 JV unsio Coppola
questa una faccenda interamente finita, e credo bene di non ridestare il vespaio con nuove inchieste in proposito. Dalla noterella che troverai qui unita, *) rileverai che le mie spese complessive sommano a franchi 433: tu sei dunque mio debitore di fran­chi 133, dei quali mi l'arai rimessa quando e come lo vorrai. All'eccezione della spedizione per Milano, tutte le altre sono state fatte e mi lusingo che tosto o tardi, te ne verrà dato il ricevuto. A quest'ora 4 simili oggetti devono pure essere giunti in tue mani, e sarà mia cura di fartene pervenire altri ogni qualvolta se ne presenterà una propizia occasione. Attendo la tua risposta alla precedente mia lettera onde sapere come rego­larmi con Marsiglia, Firenze e Lugano: insomma sono di anima e di corpo al tuo servizio, parla ed ogni tuo desiderio sarà immediatamente esaudito.
La prima volta che mi scrivi fammi conoscere francamente ed onestamente la tua opinione sulla probità ed i mezzi di fortuna del Sig." Barone Cesare D'Amico. Dietro la raccomandazione dell'Ottimo tuo Padre e di te io gli ho fatto concedere da alcuni miei amici di qui un vistoso interesse in un affare di molta importanza, mediante la sola promessa per parte sua, di prendere a proprie spese i brevetti necessari per l'in­troduzione della nuova scoperta in Napoli, in Palermo ed in Roma. La sua maniera d'agire, dopo il suo ritomo in Napoli, mi porta a credere che trovandosi intieramente a secco di danaro, si rivolge a diritta ed a sinistra per trovare ima persona che me­diante una partecipazione nell'affare, voglia pagare i pochi centinaia di ducati indi­spensabili all'ottenimento de' tre brevetti. Tutto questo scredita di molto l'affare, ed il 5ig.n Amico mi fa fare una tristissima figura dirimpetto ai miei amici di qui. Ve di più dieci giorni sono l'ambasciatore napoletano il Duca di Serra Capriola mi fece dire dal Marchese Riario che non voleva più né farmi passare le lettere del Sig.w D'Amico, né spedire le mie a lui, essendosi (disse Riario) il sig. D'Amico condotto infa­memente verso il Duca di Serra Capriola, ed avendo inoltre lasciato in Parigi de' ver­gognosissimi debiti. Le còse essendo cosi tu capisci bene, mio caro Sandrino, ch'io ho proprio bisogno di conoscere tutta la verità sul conto del Barone D'Amico, e tu me la devi scrivere tanto più francamente che fu per mezzo tuo ch'io bo fatto la conoscenza di questo signore. Aspetto dunque col ritorno della posta una risposta categorica da te su questo particolare, e chiedendoti molte scuse del grave incomodo che ti reco ti
abbraccio e mi ti dichiaro colla solita cordialità
L'affeziona tissimo amico
Parigi 6 Gennaio 1844. 6. Co bianchi.
1. Place de la Madeleinè.
LXXX.2)
Dites, s'il vous plait, à rami cher et bon ami Alexandre que je le remercie de ses deux letres du 8 et du 17 de ce mois, anx quellcs je repondrai, ainsi qu'à celle qu'il m'a
1) In un polizzino a parte, attaccato alla lettera, v'S la seguente nota:
Copie du mannscrit . F* 20
au commissionaire qu' apporta les 500 Ex. . . . - v 6 ~ 2 à la poste pour les deux Ex. cuvoyes à Marscille . . . 1,80
Idem idem idem à Algcr . * .......- * 1,80
Idem idem idem ft Bruxelles t-r . . . >>' 2,40
À afona. Didot. . > . *. . '* --* * i * " - '* " * M 405
433
2) Questo e il bigliettaio seguente dovevano appartenere a due lettere di un cor­rispondente italiano (si vede dalla qualità del francese) da Parigi a un destinatario