Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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228
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228 Nunzio Coppola
scarsi ed interrotti studj di dritto. Insomma mi è forza spendere o più veramente consumare la vita in queste faccende alle quali ho tanta vocazione quanta tu forse a farti frate* Eppure ritagliando il tempo il più minutamente che posso m'ingegno di riser-bare ogni giorno qualche ora, non dico ad imparare, ma almeno a non dimenticare quel pochissimo che ho imparato altra voi La, e del non essere inasinito quanto avrei pur dovuto meco medesimo mi maraviglio.
Poco più poco meno in Italia Bisogna rinunziare alla vita intellettiva, ma qui particolarmente dove tutta l'attività della mente si sfoga in sonetti, ed è ima falange di poeti similissimi (ancorché inferiori) a quelli, da* quali Annibal Caro dolevasi di esser magnato vivo vivo. Sicché mi accosto a Leopardi, e Ranieri, che vivono in solitudine.
Potrei empire tutto il foglio, ma di tali frivolezze che a te parrebbe indegno leggerle, sicché meglio è, che io mi astenga di scriverle. Poiché dovunque nella ferra italiana (come ora dicesi per vezzo) si pargoleggia, ma qui massimamente.
Caro Niccolò, sono sei anni, che non ci siamo veduti. Se ci rivedessimo, avremmo assai da raccontare ambedue. Né credo, che meneremmo lamento de' sofferti disinganni, goffaggine di coloro che sono tuttora ingannati.
Dà l'acclusa a Piero Contrucci. Se altri Pistojesi di me si ricordano (del che dubito forte) raccomandami alla loro memoria, altrimenti non ti dar cura di stuzzicare la loro dimenticanza. Scrivi presto ed a lungo, ed ama
n tuo Aff.
. Alessandro Poerio P. S. Ossequio la tua ottima madre.
6, Poerio a N, Puccini
LXXXV.
Napoli a' 20 Novembre 1838. Strada Atri n 25. Carissimo Amico
Profitto del ritorno del Salvagnoli a Firenze per rispondere all'ultima vostra lettera. Scuserete il ritardo cagionato dalle occupazioni forensi che mi si sono affollate addossa nel corrente mese.
Godo veramente dell'annunzio da voi fattomi di una nuova strada che abbreviando il viaggio tra Bologna e Livorno, e passando per Pistoja, sarà di grande eccitamento e di utilità manifesta al commercio. A voi torna a grandissimo onore l'aver ciò proposto, e di tanto più viva gioja deve esservi cagione la già assicurata impresa, in quanto che, come mi dite, vi é stato forza superare non pochi ostacoli. Rispetto al procurare azionisti nel Regno delle Due Sicilie, di tatto cuore darei opera a soddisfare questo vostro desiderio, se potessi sperare il benché minimo risaitamento. Ma per la mala riuscita di varie imprese di Banca e slittili, è invalsa appresso di noi una ripugnanza tale a prendere azioni, che nessun Napoletano rappresenta una quota nell'opera della strada di ferro la quale ora si costruisce tra Napoli e Nocera. Vi lascio dunque immaginare se sia possibile che alcuno di queste contrade s'induca a prender parte in cosa utilissima si, ma ad uno Stato diverso. Pertanto io credo che con alacrità-e perseveranza debba potersi fare il piano delle firme in Toscana, e nel Modenese e Bolognese, che anch'essi verranno a partecipare de* vantaggi i quali si aspettano dalla nuova strada.