Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; MUSEI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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233
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XVII. * ARCHIVIO GARIBALDI
Questo archivio appartiene al vecchio fondo Risorgimento della Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma. Esso come è noto, venne a formare il primo nucleo dello archivio del Comitato Nazionale per la Storia del Risorgimento, che, insieme con la Società Nazionale, dette vita al nostro Istituto. Per quanto da gran tempo a disposizione degli studiosi, queste carte non erano molto conosciute e sfruttate, 0 perchè solo parzialmente schedate: e ciò per lo strano modo della loro sistemazione. Vennero consegnate, infatti, in parte sciolte (e queste furono ordinate subito in buste), in parte incollate sulle pagine di molti volumi, creando delle difficoltà notevoli di collocamento. Ora, pur lasciando i documenti cosi come furono dati, sono stati tutti rinchiusi in buste (4255), numerati e schedati. Era, prima, impresa assai gravosa, per ricercare un corrispondente, fare passare una ventina di volumi. Il criterio seguito nell'incollarei documenti era stato il seguente: prima in un certo ordine cronologico quelli ufficiali, poi in uno alfabetico assai approssimativo le lettere private. Questo per le carte di Giuseppe Garibaldi. Parleremo poi di quelle del figlio Ricciotti, che fanno parte del fondo stesso: anzi, comunemente, tutti questi documenti si chiamano Archivio Ricciotti. Non si deve credere che questo sia tutto l'archivio di Giuseppe Garibaldi. Molte carte* specie anteriori al 1860, devono essere andate perdute, e altre posteriori passarono in mani diverse ed alcuni esempi li abbiamo nel nostro Museo stesso , mentre la generosità dei Garibaldi fece si che le lettere indirizzate al Generale fossero restituite alle famiglie dei mittenti; cosi, per esempio, per Nino Bixio.
Le carte anteriori al 1859 sono quasi tutte familiari o di affari. Si comincia con una lettera di Felice Garibaldi al padre Domenico del 1836, per saltare a lettere di Giuseppe Garibaldi a Francesco Carpaneto, del 1848, 1849, 1850: col Carpaneto era in corrispondenza, specie per avere notizie del figlio, anche Rosa Garibaldi nel 1850. Fra i parenti scrivevano al Generale Augusto Garibaldi (1849,1857,1858) e il cugino Michel Gustavini (18521855), il quale ultimo si rivolgeva anche al fratello diluì Felice. Di questo stesso periodo sono due lettere una di Giuseppe Avezzana ed una di Angusto Garibaldi al Carpaneto (1850), mentre una serie di conti e lettere commerciali ci fa arrivare al 18551856, quando abbiamo una nota, di pugno dell'Eroe per le spese sostenute per la morte del fratello Felice, ed il giornale di bordo del Kutter Emma, Cristina Trivulzio di Bel gioioso si rivolge a Garibaldi dall'esilio (1850), Adele Zoagli Mameli gli chiede cenni biografici su Goffredo, nel 1854, e dello stesso anno è una lettera di Don Verità, mentre il 1 giugno 1856 Giorgio Pallavicino gli chiede di partecipare al Partito Italiano. Del 1856resta una lettera di Felice Foresti. Comincia in questi anni la corrispondenza con Giacomo Medici e con Laura Solerà Mantegazza.
Nulla perla guerra del 1848, la difesa di Roma, la guerra del 1859, prima che Garibaldi passasse nell'Italia Centrale. Di questo difficile periodo, pochi telegrammi
i) Gli autografi di Garibaldi furono pubblicati nel volume: DOMENICO CIAMPOLI, Scruti politici e militari, ricordi e pensieri inediti di Giuseppe Garibaldi Roma, Voghera, 1907.