Rassegna storica del Risorgimento
DONADIO ANTONIO ; FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE
anno
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1943
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pagina
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237
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VARIETÀ, RASSEGNE E DISCUSSIONI
UNA PETIZIONE A FERDINANDO II DI BORBONE
Riordinando l'archivio forense di casa Gif uni, in Lucerà, abbiamo rinvenuto copia di una petizione presentata a- Ferdinando II di Borbone nel 1848 da una commissione designata dal Comitato generale di Napoli, già presieduto da Francesco Paolo Bozzelli. Compilatore della petizione: Antonio Donadio; del (male non siamo, purtroppo, in grado di dare alcuna notizia, essendo riuscite dei tutto infruttuose le ricerche da noi fatte sul suo conto. Il nome di lui non figura nemmeno tra i duecentonove sottoscrittori del nobile indirizzo redatto da Mariano d'Ayala prima dell'otto sovrano del 29 gennaio 1848 e inteso ad ottenere da Ferdinando li il ripristino dello Statuto del 1820 con le opportune modifiche suggerite da la civiltà dei tempi e dalle mutate condizioni dei due popoli {napoletano e siciliano).
La petizione stesa dal Donadio è senza data, ma dal suo tenore s'inferisce ch'essa rìsale al tempo del ministero costituzionale SerracapriolaBozzelli (29 gennaio 3 aprile 1848). Sostanzialmente nel giudizio sulla composizione e sull'opera di quel ministero risente della opinione dei più accesi oppositori del Serracapriola e del Bozzelli, di quest'ultimo segnatamente,, accusato d'inerzia, d'imperizia governativa e di deficienza del senso nazionale.
Il partito italiano, ch'ebbe pure tanta parte nella rivoluzione e che più d'ogni altro aveva diritto di essere rappresentato nelle alte regioni del potere, non iscorgeva fra i consiglieri responsabili della corona alcuno dei suoi campioni. Cosi Giuseppe Massari, nelle lettere politiche su I casi di Napoli dal 29 gennaio 1848 in poi. *) circa la composizione del primo gabinetto costituzionale, punto rispondente alle ragionevoli esigenze del Paese. Non altrimenti la petizione in parola si fa eco del vivo senso di delusione degli uomini di parte liberale per i ministri che composero il ministero SerracapriolaBozzelli. I napoletani scrive il Donadio desideravano alla testa del Governo uomini veramente liberali. Ed egli auspica l'avvento di uomini decisi, vigorosi, tali, insomma, da riscuotere la stima e il favore della pubblica opinione ; tra cui soggiunge con chiaro accenno, o c'inganniamo, a quel Carlo Troya che doveva poi raccogliere, come presidente del Consiglio dei ministri, il triste retaggio del gabinetto SerracapriolaBozzellivi è qualche testa veneranda dai capelli bianchi, di tanta esperienza, sapere ed amor patrio piena, che sola basterebbe a regolare il timone della barca che naufragherà certamente nelle mani degli attuali piloti. Pia illusione; che i fatti del 15 maggio 1848 accaddero precisamente sotto il ministero Troya.
Quanto all'opera del ministero del 29 gennaio, notevole è nella petizione del Donadio il presentimento della catastrofe del 15 maggio; la cui responsabilità gli scrittori di parte liberale fanno, com'è noto, risalire alla debolezza di quel primo gabinetto costituzionale e alla eccessiva sua longanimità verso le correnti avanzate del Paese. Basti al riguardo ricordare quanto dopo il 15 maggio - ebbe a scrivere il citato Massari. I ministri del 29 gennaio non solamente non fecero nulla a prò della educazione del paese alla nuova vita civile, ma quasi ri direbbe avere operato a dirittura con l'intento di spegnere la libertà* *)
i) Torino, 1849, p. 33. 2) Op. eli., p. 71.