Rassegna storica del Risorgimento

BERGHINI PASQUALE ; SARDEGNA (REGNO DI) ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1943>   pagina <246>
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246 Guido Quazza
nel Gabussi, D nel Ranalli,2) nel Massari,3) nell'AnzUotti,4) nel De Rubertis,s) nel Neri, 6) ecc.
Giunto a Firenze il 30 dicembre, il Berghini si trovò di fronte a varie difficolta. Il Montanelli negò recisamente il permesso di introdurre truppe piemontesi in Toscana; soltanto dopo aver accampato molti pretesti, accordò, il 2 gennaio, il passaggio a quelle truppe attraverso lo Stato granducale. Le condizioni a cui sottopose questa conces­sione non erano molto favorevoli, perciò il Berghini fu poco contento. Tuttavia Vii gennaio ripartì per Roma, a svolgervi la seconda parte del suo compito. Mentre egli vi giungeva, la Commissione provvisoria di Governo proclamava la Costituente Italiana.
Una lettera dell'inviato sardo al Gioberti, scritta appunto dalla città eterna il 17 gennaio del *49, da me ritrovata nel corso di alcune ricerche nell'Archivio di Stato di Torino sul Ministero Gioberti, e che nel saggio del Lupo Gentile non compare, permette di aver presente il quadro della situazione romana, quale apparve al perspicace diplo­matico sarzanese. Essa suona così: Amico Pregiat.mo. Il Conte della Minerva,7) da me pregato, ti deve aver scritto del mio arrivo in questa città fin da sabato u. s., e della difficilissima mia posizione. Dalla quale ho cercato di trarrai alla meglio possibile pel nostro Governo, senza impegnarlo però; come potrai rilevare dall'inclusa minuta di convenzioni, che spero saranno questa sera soscritte da tutta questa Commissione prov­visoria di Governo, presso la quale mi debbo recare io stesso alle nove. Frattanto le puoi ritenere come cosa fatta, perchè già furono concordate col Muzzareilia) e collo Sterbini, 9) che è la testa più forte del Consiglio, più difficile, e che più ne impone altrui. Non sono queste convenzioni quali le avrei volute, e quali le aveva proposte col parere e colla scorta dell'ottimo amico nostro Mamiani;10) ma quali le ho potute ottenere in mezzo ai sospetti, alle, suscettibilità, alle esagerate pretensioni di alcuni uomini, ed ai riguardi strani che si vogliono loro usare 1 Imperciocché qui pure vi è un partito, il solito, che influenza il Governo, e cerca di menarlo o di atterrirlo, comunque non abbia trovato facile pasta come in Toscana. Questo stesso partito ha cercato di screditare il nostro Ministro Martini, e già lo pose in grande diffidenza di questo Governo; ed io stesso non sarei forse riuscito a nulla concludere senza l'antica mia conoscenza e la grande famigliarità collo Sterbini. Converrai dell'importanza di tener segreto questo trattato; affinchè da Gaeta special­mente non ci nascano ostacoli, pericolosi oggi, e che o uon sorgeranno o saranno soffo­cati dal rimbombo del cannone, quando sia dichiarata la guerra. Per questo motivo
*) Memorie per servire alla storia della rivoluzione negli Stati romani dall'elevazione di Pio IX al Pontificato sino alla caduta della Repubblica, Genova 185152, II volume, pp. 316-318.
2) Le Istorie Italiane dal 1846 al 1853, Firenze 1855, III volume, p. 114 e segg.
3) Ricordi biografici e carteggio di V. G., Torino 1862, III volume, p. 247 e segg.
4) Op. cit., p. 318. Qualche lettera del Gioberti al Berghini è riportata nel-VEpistolario di V, G., ed. naz. a cura di G. GENTILE e M. MBNGHINI, Firenze 1936, voC IX, pp. 83, 171.
*) Gioberti e la Toscana, Firenze, 1933, pp. 184187.
6) Pasquale Berghini, Torino 1900.
') Era Segretario della Legazione sorda in Roma. Le sue interessanti relazioni sugli eventi romani costituiscono, insieme con quelle del Pareto, il nucleo d'un articolo da me composto su.Due mesi di rivoluzione in Roma (16 novembre 1849-16gennaio 1849).
s) Era Presidente della Commissione provvisoria di Governo.
9) Era Ministro del commercio e dei lavori pubblici, uno dei capi del partito democratico estremo.
10) Dimessosi da Ministro degli Esteri, favoriva gli sforzi del Gioberti in favore della, conciliazione tra Roma e il Papa.