Rassegna storica del Risorgimento
BERGHINI PASQUALE ; SARDEGNA (REGNO DI) ; GIOBERTI VINCENZO
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1943
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247
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Intorno alla politica giobertiana e atta missione Borghi ni 247
stesso, e per non dare occasione al partito repubblicano di sollevarsi a rumore, non si è voluto permettere l'occupazione del territorio dalle nostre truppe prima della dichiarazione di guerra, ma gran danno non ce ne può avvenire perciò, dovendo detta dichiarazione precedere di otto giorni le ostilità, spazio più che sufficiente a porci in parata, se il nostro esercito si troverà per tempo ai confini bolognesi. Nonostante l'accennata importanza del segreto dimmi se ritornando io per Firenze debbo far conoscere il sd.to trattato a Montanelli, affinchè il buon esempio l'induca ad imitare questo Governo; e noi possiamo per tal guisa troncare di fatto, senza dirlo e senza avere l'apparenza di volerlo, le trattative sulla Costituente: *) proposito su cui, credo, darai a Rosei lini le necessarie istruzioni, onde non faccia concessioni di sorta; inutili con chi non ci può dar compenso e soccorso alcuno, e le quali importerebbero vincoli a noi, e limiti alla generosità dei popoli, che sarà grandissima, al dire di questi governatori stessi, e di tutti gli uomini veggenti, verso il nostro paese e Re, se la vittoria coroni gli sforzi nostri. Prima di muovermi attenderò qui in conseguenza la tua risposta, che ti prego darmi colla maggiore sollecitudine. Frattanto a dar lo scambio alla mia missione, ed affinchè si giudichi dal mondo politico ch'essa riguardasse il nostro Ministro colà residente, e non questo Governo, conterei fare una corsa a Gaeta, la quale mi varrà anco ad informare lui verbalmente delle cose da me operate a regola e contegno suo. Ed agli amici di qui, òhe mi hanno veduto salire le scale dei Ministri, anderò dicendo che trattavo officiosamente della Costituente. I pochi giorni poi che starò qui non saranno per noi perduti, che combatterò presso questo Governo, e Sterbini specialmente, quella fazione che noi combatte, e tenta mandar tutto a rovina! Addio, compatisci alle mie lungaggini, e credimi sempre, l*aff.m0 e devot."10 tuo P. Bergami . 2)
Alcune notizie, che il Lupo Gentile riporta dal Farmi e dal Ranalli, ricevono conferma da questo documento: ad esempio, quella riguardante le voci di trattativ e del Berghini in merito alla Costituente. Inoltre, la lacuna dell'articolo riferentesi alle trattative condotte dall'inviato giobertiano con i Ministri romani ne viene colmata.s)
Risultato dei negoziati fu la convenzione firmata il 18 gennaio, a cui accenna nelle righe sopra riportate il Berghini. Essa, già edita dal Farini, dal Gabussi e dal Massari, stipulava l'occupazione delle province di frontiera dello Stato Romano da parte di truppe piemontesi, in caso di guerra contro l'Austria; in cambio, il Governo romano prometteva di appoggiare l'esercito piemontese con un corpo di 15.000 uomini. Com'è noto, questa convenzione non fu. mai applicata. Del resto il sarzanese nutriva molti dubbi sulla possibilità di metterla in atto e, nell'intento di impedire resipiscenze da parte del Governo di Roma, s'adoprò ancora, sul finire di gennaio, a mantenere contatti coi Ministri. Ritornato a Torino il 4 febbraio, ne riparti nuovamente, per portare al Mozzarella, Presidente della Commissione provvisoria governativa romana, una lettera del Gioberti. Ma la proclamazione della Repubblica Romana interruppe a Lucca il viaggio del Berghini. Cosi s'infransero anche i disegni giobertiani d* intervento e ne segui presto la caduta del Ministero.
GUIDO QUAZZA
1) II Berghini, assai più del Gioberti, riteneva pericolosa la Costituente mon-tanelliana, perciò gli premeva che ne fossero respinti i punti essenziali, di carattere ultra-democratico.
2) Si trova nell'Archivio di Stato di Torino, Carte Politiche diverse, b. 25, n. 145.
3) Nell'orticolo del Lupo Gentile, importante contributo alla conoscenza del lavorio diplomatico comprato dal Gioberti, sono da correggere alcune inesattezze : ad es., la data della ascesa al potere del Ministro, che è il 15, anziché il 4, dicembre; si porla poi dei Governi dei rispettivi Stati federati, mentre tali non erano ancora né furono poi.