Rassegna storica del Risorgimento
ORSINI FELICE
anno
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1943
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pagina
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252
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252
Paolo Pantaleo
Londra 10 luglio 1856
2 Cambridge Tenace
HydePark Caro Medici
Ti scrivo finalmente due linee per compiere il mio dovere verso di te, qual si è quello di ringraziarti per le.sollecitudini cke avesti per me.
Le notizie intorno ai miei negozi particolari e alla mia salute li puoi avere da Guy e da Sormanni: li tralascio per non andare troppo per le lunghe. Qui no trovato molta unione nel partito: sono rimasto maravigliato, non era così quando vi venni la prima volta. In quanto a politica io mi tengo indipendente del tutto: non servo nessuno, ma il mio principio e prima la indipendenza patria se incomincierà la guerra. Se il Piemonte incominciasse davvero io sarei con esso a battermi; bene inteso che una volta ottenuta Vindi' pendenza, e che fossi ancor vivo non accetterei mai alcun che da un Governo monarchico; tornerei privato: queste sono le mie opinioni Venendo poi olfatto, io dico che non crédo che il Gov. Sardo possa fare una rivoluzione grande in Italia, porterebbe delVentusiasmo in Francia, e questa se non altro per invidia di gloria, si potrebbe muovere. Nascerebbe allora la guerra pel principio repubblicano: tutta l'Europa sarebbe in armi: e con Napoleone andrebbe a gambe all'aria anche il piccolo Governo piemontese. Ora tutti questi fatti la Diplomazia beri li conosce; e credo assolutamente, che sia d'accordo a non volere un movimento che può essere esca ad un grande incendio. H tutto si ridurrà a qualche riforma; se poi si desse un qualche ducato al Piemontet cesserebbero subito per parte di questo Tardore perla indipendenza che io chiamo velleità momentanea Dio voglia che io sbagli, e che invece ci si abbia a rivedere ben presto con- un arme in mano: è ciò ch'io desidero. Salutami Bertoni e gli amici: riverisci la tua Signora Sorella, Arrìgoni ed abbimi pel tuo
F. Orsini.
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