Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA
anno
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1943
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pagina
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253
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Bibliografia di Carlo Passaglia 253
BIBLIOGRAFIA DI CARLO PASSAGLIA
Il Padre Carlo Passaglia nacque a Pieve di San Carlo (Lucca) il 2 maggio 1812 da Michele e da Anna Celli. Entrò giovanissimo in un collegio di Gesuiti, ed appartenne a quell'ordine religioso. Si addottorò in molte discipline nell'Ateneo di Roma; coltivò gli studi classici, teologici* dogmatici} filosofici, letterari, scientifici, e le lingue orientali* Fu professore di matematica-fisica a Reggio Emilia, di teologia, diritto canonico e storia ecclesiastica nell'Università di Roma; e dopo il 1848 insegnò in Inghilterra, in Francia, nel Belgio e nel Collegio Romano. La sua prima opera, veramente importante, apparve a Napoli nel 1854-55 sotto il titolo De immaculato Dciparac semper Virginis conceptu, per incarico, a quanto risulta, del Pontefice Pio IX; e con l'aiuto del Padre Ballerini.
Un bell'affresco di F. Podestà in Vaticano, rappresenta il Papa nell'atto di proclamare il dogma dell'Immacolata Concezione (8 dicembre 1854). Altre sue opere minori, di contenuto polemico, furono pubblicate con lo pseudonimo di Ernesto Filarete.
Fondò coi P. P. Corei e Taparelli D'Azeglio la Civiltà Cattolica (1849). Uscito dalla Compagnia di Gesù nel 1858 per le sue idee liberali, e per dissidi coi superiori, fondò a Torino il Mediatore, periodico bisettimanale, che visse dal 1862 al 1866; a quel foglio aggiunse il quotidiano politico La Pace (1 gennaio 1863-31 agosto 1864) il quale aveva lo scopo di suscitare consensi del clero all'indirizzo del Papa, a cui si chiedeva di pronunciare la parola che, accordando Roma come capitale del nuovo regno, restauri la pace tra la Chiesa e l'Italia .1) E noto che il Conte di Cavour incaricò D. Pantaleoni (suo corrispondente romano) e Carlo Passaglia di aprire negoziati ufficiosi coi cardinali Antonelli e Santucci, rappresentanti della Santa Sede, per una auspicata risoluzione della questione romana. L'opera intelligente e patriottica del Passaglia e messa in giusta luce dalle lettere del grande ministro piemontese e dalle note di Carlo Matteucci.2) Purtroppo si generosi tentativi andarono falliti, perchè i tempi non erano maturi, e gli scritti successivi del Passaglia, che miravano a commentare gli avvenimenti, sollevarono discussioni vivaci e critiche anche d'oltralpe. Negli ultimi anni di sua vita, il Passaglia insegnò all'Università di Perugia, d'onde passò, nel novembre 1861, all'Ateneo di Torino, come titolare della cattedra di filosofia morale.
Rappresentò al Parlamento italiano il collegio di Montecchio (1863). D'estate
soleva dimorare a Cumiana, nella sua villa imponente Mihi et amicis , da cui si gode
un amenissimo paesaggio} ed è anche oggi ricordato in quel borgo di Ruata Lombarda.
Mori a Torino il 12 marzo 1887, dopo breve malattia; quattro giorni prima de) suo
mortale trapasso si riconciliò con la Chiesa.
UMBERTO VALENTÌE!
1) A, GAMBARO, Saggi di pedagogia e brevi profili, Torino, G, Vogliottì, 1939, pp. 133 e segg. Il Passaglia diresse pure il Gerdìl, ebdomadario di scienze e lettere fondato da una società di professori. C. PASSAGLIA, // Pontefice od il Principe (1860).
2) Carteggio del Conte di Cavour con D. Pantaleoni, C. Passaglia ed 0. Vimer-cati. Yoìl. 2, Bologna, Zanichelli, 1929. Lettere del Conte di Cavour pubblicate a cura di L. Chiala (1884-1887).