Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA
anno <1943>   pagina <257>
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H LIBRI E PERIODICI ZJVFM
CARLO SALSOTTO, Documenti sulla politica fiscale e sui rapporti finanziari tra gli eser­citi alleati durante l'occupazione franco-sabauda del Milanese dal 1733 al 1736. (Regia Deputazione Subalpina di Storia Patria. CLXJLX); Torino, Stabilimento tip. Miglietto, 1942-XX, pp. 209. L. 30.
Com'è noto, l'alleanza francopiemontese, difensiva e offensiva,' contro l'Impero. conclusasi a Torino il 26 settembre del 1733, non era nata sotto buoni auspici. Carlo Emanuele IH, impaziente di occupare rapidamente il Milanese perchè nessuno potesse pia togliergli la preda tanto agognata, aveva firmato il trattato senza attendere il con­senso del Sovrano spagnolo fidando nelle lusinghe del cardinale de Fleury che si dichia­rava sicuro dell'adesione incondizionata di Filippo V e di Carlo di Borbone ai patti convenuti. Ma non appena iniziate le ostilità, quando con un'azione vigorosa le forze piemontesi stavano penetrando nel territorio lombardo, ali'Escuriale si firmava un trattato segreto francospagnolo, che era in assoluto contrasto con lo spirito del trat­tato di Torino. Tutte le richieste, ambiziosissime, della Corte di Spagna sotto la minaccia di passare dalla parte dell'Imperatore o degli Inglesi, erano state accettate né una parola era stata detta dei diritti spettanti ai Savoia. Di questo atteggiamento malfido della Francia, atteggiamento conservatosi costante per tutta la durata della guerra, ci offre ora una conferma piena e sicura il diligentissimo volume del Salsotto, riccamente docu­mentato, che intorno ai rapporti tra gli alleati durante l'occupazione del Milanese getta nuova vivida luce. Ci dimostra l'A. che, contrariamente a quanto si era stabilito con l'articolo 14 del trattato di Torino, cioè che il Re Cristianissimo consentiva che le sue truppe non esigessero uè quartieri d'inverno né contribuzioni, non appena giunti a Pizzigbettone, i Francesi pretesero senz'altro il rifornimento di ciò che occor­reva olla cavalleria. Il marchese di Ormoa, ministro di Carlo Emanuele, si adoperò invano per ottenere almeno la dichiarazione orale che le forniture sarebbero poi state indennizzate, ma l'ambasciatore francese conte di Vaulgrenant e l'intendente dell'ar­mata francese non vollero sentire ragioni e minacciarono di razziare il paese se non si fosse subito provveduto olla fornitura dell'avena. Si iniziò cosi tra le dne parti un lungo e grave dissenso che ebbe anche qualche momento di vera drammaticità. Assai labo­riose furono le negoziazioni tra i due alleati o i loro rispettivi rappresentanti intorno alla entità e olla natura delle imposizioni ordinarie e straordinarie a cui doveva essere sottoposto il Milanese. Di esse l'Archivio di Stato di Torino conserva un'ampia e minuta relazione, inedita, che consta di due parti: la primo, di 112 facciate, si inizia dall'acccn-Stato primo contrasto manifestatosi all'arrivo delle forze francesi ai primi di novembre del 1733; la seconda, di 154 facciate, muove dalle conferenze tenutesi nel luglio del 1735 in San Martino di Bozzolo tra i rappresentanti dei due Sovrani alleati e arriva sino all'evacuazione del Milanese da porte dell'armata sabauda, avvenuta nell'ottobre del 1736. Della lunga relazione esiste però un sommario, pure inedito, del medesimo tempo; sommario che il Salsotto rende ora di pubblica ragione insieme con i memoriali scam­biatisi tra le due Corti o le lettere che il Re di Sardegna e talvolta anche il ministro di Ormea unirono al memoriale, indirizzandole però al ministro di Francia cardinale de Fleury, nonché le lettere che, sempre sullo stesso argomento, il Cardinale scrisse di volta in volta rispondendo al Re.
Con la scorta del sommario, dei memoriali e delle lettere noi abbiamo modo di seguire passo per passo la controversia e di rilevare la spiccatissima differenza di con­cezione della sovranità e del pratico esercizio di essa nei paesi di nuovo acquisto tra i Sabaudi da una parte e i Francesi dall'altra. L'argomento principale su cui, in mezzo a mille altri sottili e capziosi, poggiava la richiesto dell'alleato era che l'armata francese era venuta in Italia a conquistare il Milanese per il Re di Sardegna, come se l'impresa d'Italia non fosse collegata con il movimento determinatosi in ben altre parti d'Europa come conseguenza dell'atteggiamento del Re di Francia nella questione della successione