Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA
anno
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1943
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pagina
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260
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~60 Libri e periodici
GIUSEPPE STEFANI, Trieste e VAustria dopo la Restaurazione (dal carteggi riservati della Polizia Imperiale, voi. IH e TV della IV serie pJI e LIII della raccolto) de VArcheografo Triestino, pp. 563; Trieste I941-42-XX,
La gloriosa rivista triestinafondata da Domenico de Rossetti . che ai sno primo apparire nel 1829 fu definita dal Tommaseo nobilissima impresa, degna di essere do tutte le citta d'Italia imitata e che oggi viene edita dalla sezione di Trieste della Reale Deputazione di storia patria perle Venezie, ha testé pubblicato un doppio volume, dedicato completamente a questo nuovo studio, di Giuseppe Stefani.
L'A. non abbisogna di speciali presentazioni; i suoi grossi volumi documentari sui centenari delle <c Assicurazioni Generali e dclLloyd Triestino dimostrano a dovizia la sua solida preparazione, la tempra dello storico e del felice ricercatore di inediti e l'acuta analisi e impostazione critica, di chi domina appieno l'epoca che va dal 1750 alla prima guerra per l'Indipendenza e oltre. Uscendo dalla cerchia ristretta dell'argomento, quelle due opere abbracciano infatti la storia delle assicurazioni e della navigazione in genere a Trieste e in Italia e contengono, a titolo di esempio pagine sui fratelli Bandiera e sul Quarantotto, che da sole formano un prezioso con tributo per la conoscenza di quei due appassionanti capitoli del nostro Risorgimento.
Collegandosi ora ad una sua precedente pubblicazione sui Bonapartisti Triestini, lo Stefani, esaurendo la compulsazione dei carteggi riservati dell'I. R. Direzione di Polizia custoditi presso il R. Archivio di Stato di Trieste, dà alle stampe quelli che egli stima i più importanti e caratteristici: in tutto 295 documenti inediti. Questi sono riprodotti nella lingua originale e cioè, com'è logico, in gran parte, in tedesco, ma per facilitarne la lettura, ognuno viene preceduto da un breve cappello riassuntivo.
Ragioni di spazio e la delimitazione del piano di lavoro propostosi costrinsero l'A. ad eliminare inesorabilmente un'intera messe di documenti pur riconosciuti di particolare interesse. Così scartò in blocco le centinaia di atti su Gerolamo, Elisa e Carolina Bonaparte, vissuti esuli a Trieste e sulle vicende coniugali della contessa Camerata, perchè l'argomento fu già trattato dal Wertheimer e dal Plitek e perchè il sottoscritto ha in corso di pubblicazione un'intera collana di studi in proposito, comprendenti pure la riproduzione di detto materiale archivistico. Inserì invece, data la quasi primizia dei dettagli, i documenti che rinvenne su altre ombre napoleoniche a Trieste, Maret duca di Bassano, Arrighi duca di Padova, Savary duca di Rovigo, sull'ex Imperatrice Maria Luisa neoduchessa di Parma, sulle titolature e decorazioni napoleoniche, sul trattamento e vigilanza dei proscritti francesi e sul manoscritto venuto da S. Elcna in modo sconosciuto. Mosso poi dalla volontà di evitare ripetizioni lo Stefani è un deciso avversatore delle zuppe riscaldate scartò dalla sua silloge tutti quei documenti che si trovano già inseriti o esaurientemente riassunti in pubblicazioni antiche o recenti.
' La sua opera può essere in certo modo considerata come un ampliamento e una continuazione di quella edita nel 1851 dalla Tipografia Elvetica di Capolago sotto il titolo: Corte segrete e atti ufficiati della Polizia austriaca in Italia dal 4 giugno 1814 al 22" marzo 1848. La fonte, infatti, dalla quale provengono gli atti, è analoga, ma alla presentazione senza pretese fatta da quel comitato di fuorusciti della crollata repubblica di Daniele Manin, si sostituisce qui un'inquadratura storica magistrale e delle postille ricchissime per dettagli e basilari per contenuto e notizie biografiche.
Lo studio costituisce ha primo luogo una dimostrazione solare dell'importanza che hanno i carteggi conservati dall'Archivio di Stato di Trieste, ancora così poco compulsati e sfruttati dagli studiosi. Infatti, la storiografia triestina, pur cosi ricca per numero di volumi e di opuscoli, è alquanto povera come contenuto, appunto perchè non si basa che in parte sul materiale d'archivio, divenuto così pingue dopo il 1918, anno in cui furono appena apèrti alla consultazione quei carteggi ufficiali e riservati del cessato Governo austriaco che soli potevano fornire le indispensabili fonti. Tale