Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <295>
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// Principe di Cartellano, ecc. 295
La corte di Torino sente il bisogno eh1 essa ha di noi, il te ci è favorevole e così i ministri non pensano a stringere un'alleanza colla Francia. Essi considerano il si­stema costituzionale nel quale il re pare vorrebbe perseverare con fermezza, come la fonte di certi movimenti e tremano all'udire la parola liberale .
San Mariano ha paura delle idee liberali e non concede alcuna liberta ai suoi funzionari, essi vivono in una subordinazione simile ad una tirannide e questo spirito di schiavitù fu la vera anima del governo piemontese da più di un secolo e cosi è stato tenuto lontano dal paese lo spirito di rivolta e d'anarchia. Ne soffrono le arti e le scienze che non possono essere coltivate con quella libertà che è necessaria e qualunque nuova idea incontra una grande opposizione. Una folla di gente poco pratica dell'ammini­strazione è stata nominata nei posti più. eminenti. *)
Se fino ad ora il Piemonte era accusato di voler concludere una alleanza colla Francia, nel 1817 si scrive che il Governo sardo rivolge la sua attenzione alla Russia e all' Inghilterra.
U re mantiene su piede di guerra l'esercito e questo è il suo orgoglio di avere sotto le armi 50 mila nomini, ma i ministri sanno che con queste forze non si può minacciare né Milano né la Francia, però malgrado quest'atteggiamento bellicoso egli dovrà cedere se ci saranno delle complicazioni. L'esperienza ha dimostrato che ogni qualvolta la poli-tica della Sardegna s'è trovata impegnata di fronte all'Austria, s'è rivolta alla Russia e all'Inghilterra. H ministero cerca l'amicizia di queste due Potenze e specialmente dèlia Russia coli'aiuto della quale spera di frenare le mire ambiziose dell'Austria in Italia.
L'Inghilterra è accarezzata, perchè potrà essere utile per il commercio di Genova ed anche come mediatrice nelle divergenze che potranno sorgere tra le Potenze. La Francia ispira poca fiducia causa il suo passato e la poca stabilità del suo governo. Un avvicinamento alla casa d'Austria avverrà quando il principe di Carignano salirà al trono, essendo egli parente della casa imperiale, allora ci sarà qualche mutamento che potrà accontentare il popolo.2)
Il pensiero della nobiltà e della borghesia è espresso in questo modo
dal Binder:
A Torino si pensa che il Regno del Lombardo-Veneto, il cui possesso per l'Austria è precario, sarà un giorno riunito al Piemonte, di tal parere sono la nobiltà* la borghesia e forse anche la corte. Ma il pubblico e le persone assennate ben lontane dal condividere tali idee manifestano il loro malcontento verso un governo che li opprime e non li potrà difendere né proteggere in caso d'avvenimenti sgradevoli, questi considerano l'Austria come la potenza protettrice. Sono individui che non domandano nulla e che nulla hanno da sperare dalla corte piemontese, nobili che servirono sotto il passato regime, scienziati, uomini di lettere, considerati pericolosi e perciò allontanati dagli uffici, proprietari di fondi nel Novarese, ai quali le contribuzioni e le vessazioni li fanno desi­derare di mettersi sotto un governo più equo. Tutti dicono che in caso di un movimento basterebbe un proclama da parte nostra per sottrarre e staccare il Novarese e il Geno­vese dal Piemonte. *)
1) Binder, 17 febbraio 1817. 3) Binder, 21 agosto 1817. 3) Binder, gennaio 1818.