Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
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1943
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308
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308 Giuseppe Viezzoli
Si ama la persona del sovrano, il viceré è stimato e si rende giustizia a tutti e adottando qualche riforma si potrebbe conquistare il cuore dei sudditi. Nella Lombardia abbiamo ottime truppe, qualche persona fa bella mostra di sentimenti di lealtà, ma appena può, approvali movimento rivoluzionario di Napoli e di Spagna. La rivoluzione napoletana fece grande impressione nella Lombardia, ma qui i malcontenti non possono avere l'appoggio dell'esercito.
L'opinione pubblica nel Piemonte è migliore che nella Lombardia, i malcontenti sono più rari; quattro o cinque tra i grandi signori, il Principe della Cisterna che parla apertamente ed ha qualche seguace, ma questi non vengono presi sul serio. L'esercito incorruttibile è attaccato alla persona del re come da noi, rimarrà fedele anche se sarà circondato da elementi faziosi. Non credo che qui ci sia il germe costituzionale a meno che l'incendio non divenga generale.
Allo scoppio della rivoluzione napoletana il Governo austriaco non aveva un forte esercito in Italia né pensava ad una collaborazione militare degli Stati italiani, sapendo che non tutti avrebbero aiutato militarmente l'Austria; chiese perciò l'aiuto morale mediante il Mémoire pour les Cours d'Italie del 23 luglio 1820:
L'Europa da ben 30 anni è in preda ad un seguito-non interrotto di rivolgimenti politici. È necessario cercarne le cause e non si devono confondere le forze motrici dei principali avvenimenti con gli avvenimenti stessi.
La Rivoluzione Francese ha avuto un carattere politico, perchè la Francia era imbevuta di filosofia, i principali sostegni delle leggi e delle istituzioni, i costumi e lo spirito religioso erano stati offesi quasi annientati nella classe più. alta della società. Questa rivoluzione ha passato tutte le fasi naturali. Tutto ciò che è successo in Germania e in Italia non è altro che il risultato immediato della rivoluzione francese, del suo periodo d'anarchia e di dispotismo militare. Molti errori sono stati commessi dai vari governi, numerosi atti di debolezza hanno rinvigorito le fazioni, ma questi sono stati comuni nelle epoche della crisi universale e non hanno avuto le conseguenze d'oggi.
La seconda rivoluzione è quella di Spagna, essa è stata provocata dalla inerzia del governo e dall'esercito.
La terza rivoluzione è quella di Napoli, lì il governo ha condotto con misura e saggezza l'amministrazione, ma non su questo campo è stato attaccato. Esso ha commesso un'imprudenza, creando un forte esercito, che non ha fatto la rivoluzione, bensì una setta alla quale appartiene l'armata.
La rivoluziona francese è stata l'opera della nazione, la spagnola quella di una congiura militare, la napoletana di una società segreta proibita lì dove 6 sorta. I settari sono entrati trionfanti in Napoli, fregiati dei distintivi delle loro associazioni e seguiti dall'armata che ha portato la bandiera della Carboneria.
Il nuovo governo napoletano confossa che tutto ciò è opera della Carboneria, considerata come la sua suprema autorità e le truppe rimaste fedeli hanno dichiarato ch'esse non potevano battersi contro i loro fratelli, i Carbonari, perciò questa rivo-! lozione ha un carattere tutto speciale, pericoloso per tutti i governi.
D Stahcenberg, 23 luglio 1820.