Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <309>
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Il Prìncipe di Carignano, ecc. 309
Le transazioni politiche del 1814-15 avevano stabilito che tutto doveva rimanere invariato, immutati i rapporti territoriali dei vari stati. II tempo e la calma politica hanno sanzionato la grande opera del Congresso di Vienna. In mezzo a questo stato di cose errori e debolezze dei governi hanno dato agio ai faziosi di lavorare. Il popolo è stato abbandonato e cosi pure la classe media. La prima forza che si oppone ai rivolgimenti politici sarà un governo regolare.
Tra gli stati meno esposti a rivolgimenti politici è l'Austria e l'imperatore non ha potuto sanzionare la rivoluzione di Napoli, perchè il re s'era obbligato di non fare alcun mutamento amministrativo che potesse minacciare la quiete degli altri stati. Ora que-st'obbligo è stato violato dalla rivoluzione napoletana che è L'opera di una setta.
H re, cedendo tutti i poteri al figlio, ha dimostrato che non approvava quanto era avvenuto e l'imperatore ha il diritto di considerare tutti gli atti che possono essere emanati dal governo come illegali. L'imperatore non si lagna del re o del popolo napo­letano, ma della setta che opprime l'uno e l'altro e contro questa l'Imperatore vuole condurre una campagna morale e materiale.
L'Imperatore è convinto che tutti i principi d'Italia comprendono lo stato attuale delle cose e in quali condizioni si trovi il re di Napoli e quali pericoli corra lo stato. La Provvidenza ha messo a disposizione dell'Imperatore forze considerevoli per mante­nere la pace senza alcun soccorso straniero. Queste forze non potranno essere adoperate che in seguito a domanda dei rispettivi stati. Quelli che hanno già subito o che potreb­bero subire dei rivolgimenti politici prenderanno le misure che saranno opportune. In questi momenti di crisi l'Imperatore chiede che i principi abbiano fiducia in Ini.l)
Si faceva una larga distribuzione di foglietti volanti che venivano apposti su le porte delle case dei nobili a Torino : La Costituzione spagnola o la morte ! Viva il Re .
Vittorio Emanuele aveva ricevuto un Indirizzo dei Piemontesi alla Maestà del Ite, che lo consigliava a concedere la Costituzione; dap­prima credette che fosse una mistificazione, poi dichiarò, che se le cose fossero state fatte sul serio, egli sarebbe ritornato piuttosto in Sardegna che concedere la Costituzione. Ì
Durante un colloquio con di San Marzano, presidente dei ministri che aveva ricevuto un rapporto dal conte Rossi, ambasciatore sardo a Vienna, Starhemberg disse di esser contento che l'Imperatore avrebbe mandato in Italia dei rinforzi.
Il re è pronto a fare tutto ciò che gli verrà ordinato e conta sull'amicizia dell'Impe­ratore; il governo non è allarmato per i fatti d'oggi, ma teme le più gravi conse­guenze per tutta l'Italia. Tutte le potenze alleate dovrebbero mettersi d'accordo sul da fami e ralle mirare da prenderei 3)
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wire pour le Coltra d'Italie, 23 juillet 1820. renbcrg, 27 luglio 1820. L'Indirizzo fu pubblicato dal Colombo: La rivolti-zione piemontese del 1821 secondo fonti austriache, in La rivolutane, cit., p. 642, nota 2. Un esemplare si trova nell'Archivio di Stato, corte e casa di Vienna Sardaigne, cart. 39. s) Stahrenberg, 13 agosto 1820.