Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <310>
immagine non disponibile

310 Giuseppe Viezeoli
In seguito ai fatti di Napoli l'Imperatore incaricò il generale Ficruel* mont di portarsi a Torino prima di andare a Firenze e di presentare al Re un suo autografo:
Egli esporrà il nostro modo di vedere nella questione napoletana, perchè tutti i governi devono essere d'accordo nell'azione contro i nemici interni. L'Europa deve sapere che l'imperatore considera la rivoluzione di Napoli estranea alla Corte e alla nazione, opera di una setta rivoluzionaria; perciò egli non vuole venir a patti e desidera soffocare la rivolta con tutti i mezzi possibili e in tutti gli stati ai deve considerare la rivoluzione un atto indegno. Sull'intervento dell'esercito austrìaco nel Regno di Napoli lo Starhemberg conserverà il silenzio.J)
Il 31 luglio l'Imperatore scrisse a Vittorio Emanuele:
Non si può prendere in esame la'catastrofe di Napoli senza studiare tutta la situa* zione europea. Deve essere rispettato il principio della stabilità e della conservazione sanzionata dalle transazioni europee del 181415. La M. V. deve aver fiducia in noi.
H 2 agosto 1620 il Mettermeli dava le seguenti istruzioni al gene­rale- Furaelmont :
Una rivoluzione ebbe luogo a Napoli e frequenti sono i movimenti nel resto d'Italia ma quello di Napoli ha un carattere speciale.
Le sorti dell'Italia dipendono dall'atteggiamento che prenderanno le Corti in questa occasione. L'Imperatore d'Austria ha riconsegnato il trono ai Borboni di Napoli ed esiste una promessa da parte del re delle Due Sicilie di non fare né permettere alcun mutamento nelle forme amministrative del regno, perchè esso potrebbe turbare la quiete interna delle altre parti della Penisola e ciò si troverebbe in opposizione coi principi secondo i quali sono governate le prò vinci e austriache in Italia.
Per sostenere i principi politici che formano la base della sua politica* consacrata dalla Grande Alleanza, alla quale lo stato politico dell'Europa deve la sua esistenza, l'Imperatore deve conservare la quiete dei suoi popoli e non rimanere inoperoso di fronte ad un avvenire che minaccia l'ordine di uno stato. L'Imperatore chiede il con­corso morale di tutti i principi italiani è non ha bisogno del loro appoggio materiale.
La prima base di tale concorso è la fiducia che l'imperatore domanda ai principi egli vuole il mantenimento dell'ordine politico sanzionato dai trattati, senza tale ordine l'Italia non sarà risanata e sarà esposta sempre ai furori di una lunga anarchia. I prìn­cipi devono scegliere tra la via della saggezza e quella della perdizione. Il conte di Fiquelmnnt smentiràjtutte le notizie false sulle intenzioni dello zar Alessandro di Russia e dichiarerà che il governo austriaco non desidera concludere un' alleanza, ma un semplice accordo diretto ad uno scopo esplicito e temporaneo.a)
Il 10 agosto il conte de Fiqueknont presentò al Re la lettera auto­grafa di Francesco I e poi ebbe un colloquio col Re che l'assicurò che il paese era calmo, fedele e sicuro l'esercito, poi continuò: Ci sono
g) Mettermeli a Stahrenberg, 1 agosto 1820.
') Istruzione del Metteroich a Fiquelmonl, 2 agosto 1820.